La spazzatura si impadronisce di Las Tunas e costringe a cercare soluzioni nel settore privato

La pubblicazione segnala che la mancanza di cultura ambientale e il disinteresse da parte della popolazione ostacolano i risultatiFoto © periódico 26

La raccolta di rifiuti solidi nelle strade e nei quartieri di Las Tunas ha raggiunto livelli critici, con microdiscariche a cielo aperto che minacciano la salute pubblica e hanno costretto a cercare alternative al di fuori del sistema statale, ha riconosciuto questo sabato il giornale ufficiale 26.

La pubblicazione ha ammesso che la proliferazione di vettori, l'incendio incontrollato di rifiuti e l'inefficienza del sistema statale delineano un panorama che richiede una risposta "collettiva e tempestiva".

Di fronte alle carenze nella raccolta dei rifiuti, la mipyme Asfaltunas S.U.R.L. ha iniziato a raccogliere i rifiuti in qualsiasi giorno della settimana, in modo volontario e senza aspettarsi alcuna compensazione in cambio.

Parallelamente, l'Empresa de Recuperación de Materias Primas promuove i progetti Reciclo Mi Barrio e Reciclo Más, destinati a supportare i settori statale, residenziale e privato.

La stessa pubblicazione sottolinea che la mancanza di cultura ambientale e il disinteresse da parte della popolazione ostacolano i risultati.

Il periodico ufficiale ha concluso il suo appello con un avvertimento che evidenzia la gravità della situazione: "La nostra provincia non può permettersi che i rifiuti diventino un'epidemia. Siamo il Balcone dell'Oriente, dovremmo mostrare il nostro lato migliore ai visitatori".

Tuttavia, il problema non è recente né risponde unicamente a comportamenti individuali. A febbraio, lo stesso giornale 26 ha riconosciuto l'esistenza di "centinaia di microdiscariche" nella provincia e ha sottolineato che la raccolta dipendeva quasi esclusivamente da carretti trainati da animali.

Da allora, la situazione si è sviluppata in un contesto di scarsità di carburante che rende ancora più difficile la capacità del sistema statale di garantire la raccolta dei rifiuti.

Le conseguenze sanitarie sono gravi: proliferazione di vettori, aumento delle malattie gastrointestinali e respiratorie, rischio di leptospirosi e dengue, e combustione incontrollata di rifiuti che espone neonati, anziani e donne in gravidanza a fumi tossici.

In settembre 2025, un sondaggio dell'organo provinciale del Partito Comunista nel territorio orientale ha rivelato che l'81% dei tuneri indicava la gestione dei rifiuti solidi come una delle principali preoccupazioni, mentre denunciava microdiscariche spontanee, detriti sulle strade pubbliche e combustione indiscriminata di rifiuti.

Nonostante l'applicazione di centinaia di multe per infrazioni relative ai rifiuti nel 2025, la riorganizzazione della città in quattro zone e la promozione di contratti con aziende private per la raccolta, la cittadinanza considera le misure insufficienti.

I dirigenti provinciali tendono a incolpare i cittadini e i negozi privati per la crisi, mentre sui social media l'indignazione si riassume in frasi come "in ogni isolato un comitato e una discarica" o "cosa facciamo con i rifiuti se non li raccolgono? Ce li mangiamo?".

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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