Pollito Tropical ha aperto il suo cuore nell'episodio #78 dell'Agostini Podcast e ha parlato senza peli sulla lingua dei suoi inizi lavorativi, della sua filosofia riguardo al denaro e della sua visione critica sulle nuove generazioni che, secondo lui, evitano lo sforzo.
L'influencer cubano, il cui vero nome è Randy Álvarez, ha raccontato che la sua relazione con il lavoro è iniziata molto prima di quanto molti possano immaginare: a 14 anni già accompagnava sua madre nella fabbrica di scarpe dove lei lavorava, e durante le vacanze scolastiche gli facevano piegare e fare scatole. «Da quando avevo 14 anni lavoro. Mia madre lavorava in una fabbrica di scarpe e mi portava lì a lavorare durante le vacanze», ha ricordato.
A 17 anni è entrato da McDonald's, il suo primo lavoro formale. Ma il capitolo più rivelatore è arrivato parlando del momento in cui è diventato virale nel 2013: in quel periodo conciliava due lavori, uno dalle sette del mattino alle tre del pomeriggio e l'altro dalle sei alle dieci di sera pulendo i bagni in una banca. Fu proprio prima di quel turno serale che registrò, senza pianificarlo, il video che lo portò alla fama.
«Avevo due lavori, uno dalle 7 di mattina alle 3 di pomeriggio e l'altro dalle 6 alle 10 di sera», ha spiegato al presentatore Bruno Agostini. Il video è nato da un impulso di rabbia perché nessuno in casa poteva aiutarlo a montare un letto prima di andare a lavorare. Lo ha registrato con il telefono, lo ha caricato e ha finito per andare in televisione locale di Miami e a Puerto Rico.
Nonostante quella viralità iniziale, il successo economico non arrivò subito. «Ci ho messo 3 anni per ricevere il mio primo assegno di YouTube. 3 anni di lavoro costante», ha ammesso. Quel primo pagamento fu di appena 300 dollari. Col tempo, riprendendo la piattaforma, i suoi guadagni mensili da quel canale arrivarono a 5.000 dollari.
Da quell'esperienza personale, Pollito è andato dritto al punto nel parlare del presente: «La gente non vuole lavorare e soprattutto in questo Miami, te lo dico io che lo vedo».
La sua postura di fronte a un possibile fallimento è altrettanto decisa: «Se bisogna ricominciare, allora per strada a vendere fiori, non importa». Ha aggiunto che i soldi «non te li regalano, né vengono da una tubatura, né dagli alberi, devi lavorare».
Il tema dell'istruzione ha occupato un posto centrale nella conversazione. Pollito ha rivelato di avere un diploma da infermiere e che, se i social media scomparissero domani, non esiterebbe a convalidare il suo diploma. Il suo consiglio per coloro che sognano di vivere dei social è stato chiaro: «Prima ti consiglio di terminare la scuola e di avere un diploma». E ha concluso: «Oggi abbiamo bisogno di più infermieri, medici, avvocati, non di più creatori di contenuti».
L'episodio, registrato nella casa di Pollito a Miami, ha generato una vasta risposta sui social media. Decine di seguaci si sono identificati con il suo messaggio, anche se ci sono state voci che hanno sottolineato che il problema non è la mancanza di volontà, ma condizioni lavorative precarie e salari che non compensano l'impegno.
L'influencer, che si è regalato un Rolls-Royce per il suo 33° compleanno e che ha acquistato una borsa da 18.000 dollari con i soldi guadagnati sui social, ha riconosciuto che il successo materiale ha un prezzo: «Più hai, più sei legato. Definitivamente il detto è: meno è più».
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