Tensione nell'ospedale di Ciego de Ávila: familiari disperati si affrontano con la polizia

Momento in cui fino a quattro poliziotti affrontano due donne molto agitateFoto © Collage Captura di Facebook/reti sociali

Un video ampiamente diffuso sui social media nelle ultime ore mostra un' intensa confrontazione tra familiari di pazienti e agenti di polizia presso l'Ospedale Provinciale di Ciego de Ávila, in mezzo al crescente malcontento per la precarietà del sistema sanitario a Cuba.

Sebbene non siano trapelati i dettagli che hanno scatenato l'incidente, le immagini hanno suscitato numerose reazioni.

Nel video si vedono cinque poliziotti di fronte a due donne che gridano visibilmente alterate, mentre diverse persone assistono alla scena.

«Invece di aiutare le persone disperate, questo è ciò che fanno: reprimere le persone con la disperazione e la mancanza di tutto. Dove dovrebbero supportare, questo è ciò che fanno», ha scritto su Facebook l'attivista Diasniurka Salcedo Verdecia, una delle prime a diffondere le immagini, che hanno accumulato più di 466.000 visualizzazioni.

Il video è stato condiviso anche dall'attivista Armando Labrador, di Cuba Primero, che ha sottolineato che «quando una persona arriva disperata in un ospedale ha bisogno di soluzioni, attenzione e risposte, non di repressione».

La anche attivista Irma Broek ha descritto così la scena: «Quello che accade all'Ospedale Provinciale di Ciego de Ávila è straziante. Vedere familiari disperati per la mancanza di materiali medici di base, che mendicano attenzione per i loro malati, è già una tortura quotidiana».

L'incidente si verifica nel mezzo della peggiore crisi sanitaria documentata a Cuba da decenni. Ad aprile, è stato segnalato che 461 su 651 farmaci del quadro fondamentale nazionale erano completamente mancanti o con bassa disponibilità, oltre il 70% del totale.

Per luglio, la situazione si era aggravata: l'industria farmaceutica cubana non poteva garantire circa 300 dei 395 farmaci impegnati con il sistema nazionale di salute.

A questa scarsità si aggiungono liste d'attesa per interventi chirurgici che superano i 96.000 pazienti, una mortalità infantile di 9,3 ogni mille nati vivi e un calo nella sopravvivenza infantile per cancro dall'85% al 65%, attribuito alla mancanza di farmaci essenziali.

Indignazione e dubbi tra i lettori

Le immagini hanno suscitato numerose reazioni sui social media, con un'opinione pubblica segnata principalmente da indignazione, esaurimento e frustrazione di fronte alla situazione degli ospedali cubani.

Molti utenti hanno collegato l'incidente a problemi più profondi, come la scarsità di farmaci e risorse, il deterioramento dei servizi e la tensione accumulata tra pazienti, familiari e operatori sanitari.

«È doloroso vedere come la tensione e la mancanza di risorse finiscono per generare questo tipo di conflitti. Un centro di salute deve essere uno spazio di tranquillità e soccorso», ha affermato un'utente.

Un'altra reazione ha riassunto il sentimento di esaurimento: «Triste e angosciante la situazione che sta vivendo questo paese. Non ce la facciamo più».

Ci sono state anche critiche nei confronti della apparente passività di alcune delle persone che hanno assistito all'incidente.

«La cosa peggiore è vedere tante persone che guardano e non fanno nulla», ha espresso un commentatore, mentre un altro ha affermato: «È ora di dire basta, perché oggi è lei e domani potrebbe essere chiunque di noi».

Tuttavia, non esiste unanimità su quanto accaduto né sull'operato degli agenti.

Varii utenti hanno sollevato la necessità di conoscere il contesto completo prima di stabilire responsabilità.

«Cosa è successo? Alla fine mettono la detenzione, ma nessuno dice il contesto. Se devi dare un'informazione, falla completa», ha contestato uno di loro.

Otro insistette: «Prima bisogna sapere cosa è successo per poi esprimere opinioni. Non si può parlare per parlare senza conoscere le cause».

Alcune opinioni hanno sostenuto, inoltre, la necessità di mantenere l'ordine e rispettare il personale sanitario.

«Non sono a favore del sistema comunista, ma una cosa non ha nulla a che vedere con l'altra. Queste persone stavano creando disordini e la polizia fa il suo lavoro», ha affermato un utente.

Un altro ha sottolineato che «ci sono buoni medici e devono essere rispettati perché il loro lavoro richiede concentrazione. Rispetto per essere rispettati».

Insieme, i commenti riflettono un forte malessere per le condizioni del sistema sanitario e la tensione che vivono pazienti e familiari, ma anche una richiesta ricorrente di sapere cosa ha scatenato il conflitto prima di trarre conclusioni definitive sulle responsabilità delle persone coinvolte.

Al di là delle cause concrete dell'incidente, ancora da chiarire, la scena riflette l'elevato livello di tensione che attraversa la società cubana, dove la scarsità, il deterioramento dei servizi pubblici e l'esaurimento dei cittadini trasformano situazioni quotidiane in potenziali focolai di conflitto.

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Redazione di CiberCuba

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