GAESA vende in dollari un prodotto lattiero per più di tre volte il suo valore di importazione a Cuba

Envase di La Perla e etichetta di NumalacFoto © Facebook / Venta de Leche in Polvere La Habana - Instagram / @rapifruitmx

Le aziende controllate dal conglomerato militare GAESA commercializzano in dollari prodotti lattiero-caseari importati il cui prezzo di vendita può superare di gran lunga il valore al quale sono entrati a Cuba, in mezzo alla grave carenza di latte che colpisce la popolazione.

Así lo documenta il reportage 'Da Messico a Cuba: le rotte degli affari che alimentano la scarsità', pubblicato da DIARIO DE CUBA e firmato da Annarella GrimalPablo Díaz EspíMirta Fernández, che ha indagato l'importazione e la commercializzazione sull'Isola di prodotti come Numalac e La Perla.

Uno dei casi più notevoli è quello di Numalac. Secondo i dati sul commercio estero esaminati dagli autori, un carico di 59.400 pacchetti da 200 grammi ha avuto un valore dichiarato di 44.549,97 dollari.

Questo corrisponde a circa 0,75 dollari per pacchetto.

Tuttavia, lo stesso prodotto è stato commercializzato tramite EnvíosCuba per circa 2,39 dollari l'unità, oltre tre volte il suo valore dichiarato di importazione.

La differenza è di circa 1,64 dollari per pacchetto. Questa cifra non corrisponde necessariamente a un guadagno netto, poiché bisogna detrarre le spese associate al trasporto, allo stoccaggio, alla distribuzione e alla commercializzazione.

Il dato risulta particolarmente significativo perché questi prodotti vengono venduti in un paese dove milioni di persone affrontano difficoltà ad accedere regolarmente al latte e ad altri alimenti di base.

Non è latte intero in polvere

La ricerca di DIARIO DE CUBA mette in evidenza anche la composizione dei prodotti commercializzati.

Numalac e La Perla sono preparati che includono grassi vegetali e presentano differenze nutrizionali importanti rispetto al latte intero in polvere.

Secondo i valori raccolti nel servizio di Grimall, Díaz e Fernández, un latte intero in polvere di solito contiene tra i 25 e i 27 grammi di proteine ogni 100 grammi.

Numalac dichiara 8,6 grammi per ogni 100 grammi, mentre La Perla contiene 12,3 grammi.

La differenza appare anche nel calcio. Numalac dichiara 381 milligrammi per ogni 100 grammi, rispetto ai circa 900-1.000 milligrammi che può fornire un latte intero in polvere, secondo gli standard citati nella ricerca.

Nonostante queste differenze, i prodotti vengono commercializzati a prezzi elevati.

Il reportage segnala che il Numalac è arrivato a essere venduto per circa 9,25 dollari al chilogrammo nei negozi fisici, mentre La Perla si aggirava attorno agli otto dollari al chilogrammo.

Inoltre, Tiendas Caribe ha promosso La Perla sui suoi canali social come "latte in polvere arricchito con vitamine e minerali", come documentato dagli autori.

Negozi affiliati a GAESA

I giornalisti hanno localizzato questi prodotti presso i negozi di Tiendas Caribe e CIMEX, due delle principali strutture commerciali sotto il controllo del conglomerato militare GAESA.

Il reportage analizza anche il ruolo di EnvíosCuba, una piattaforma utilizzata da cubani residenti all'estero per pagare prodotti in valuta estera che vengono successivamente consegnati ai familiari all'interno dell'Isola.

In questo modo, la commercializzazione di alimenti di base non dipende solo dai redditi di coloro che vivono a Cuba, ma anche dai dollari inviati dall'estero da familiari che cercano di alleviare la scarsità che vivono i loro cari.

Cuba importa molta meno latte

La situazione si verifica inoltre in un contesto di forte riduzione delle importazioni cubane di latte in polvere.

Secondo i dati dell'Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione (ONEI) raccolti da DIARIO DE CUBA, le importazioni di latte in polvere sono diminuite del 74% tra il 2019 e il 2023.

Il valore di quegli acquisti è passato da 158,1 milioni di dollari a 65,8 milioni, mentre il prezzo medio di importazione è aumentato da 2.916 a 4.672 dollari per tonnellata.

La produzione nazionale non è riuscita a soddisfare le esigenze del paese.

Secondo le statistiche citate nella ricerca, la produzione del settore non statale è diminuita da 411.800 tonnellate nel 2017 a 210.400 tonnellate nel 2022.

Il risultato è una combinazione particolarmente difficile per le famiglie cubane: minore produzione nazionale, una forte riduzione delle importazioni e alimenti venduti in valuta straniera a prezzi fuori dalla portata di gran parte della popolazione.

Mentre la scarsità costringe anche a ricorrere a donazioni internazionali di latte, le strutture commerciali legate a GAESA mantengono in vendita prodotti lattiero-caseari importati in dollari, una valuta nella quale la maggior parte dei lavoratori cubani non riceve i propri salari.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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