La madre di Johana Tablada critica il regime e gli Stati Uniti: Sua figlia le risponde e definisce quella posizione «codardia»

Carolina de la Torre e sua figlia, Johana Tablada de la TorreFoto © Facebook / Johana Tablada

La psicologa e docente universitaria Carolina de la Torre ha pubblicato questo martedì sul suo Facebook un messaggio di due punti che, senza nominare nessuno, lanciava una critica simultanea al governo cubano e alla pressione statunitense sull'isola.

Ore dopo, sua figlia, la diplomatica Johana Tablada, ha risposto sulla stessa rete sociale con un testo che sembra una correzione diretta: ha accusato di «codardia» e di «seppellire la dignità» coloro che equiparano la responsabilità del regime a quella di Washington.

Cattura dello schermo Facebook / Carolina de la Torre

Ale 6:22, Carolina de la Torre ha scritto nel suo profilo: «1. Nessun potere, per continuare a esistere, ha il diritto di lasciar morire coloro che deve servire e salvare. 2. Nessun potere, per rovesciarne un altro, ha il diritto di soffocare coloro che dice di voler salvare».

La pubblicazione, accompagnata da una fotografia della bandiera cubana, è stata interpretata come una critica doppia: al regime, per aver abbandonato il proprio popolo, e alla politica di pressione degli Stati Uniti, per l'impatto sulla popolazione civile delle sue sanzioni contro la dittatura.

Tre ore e un quarto dopo, alle 9:38, Johana Tablada rispose con un testo intitolato «Per cubani e non cubani» in cui rifiutò categoricamente quella logica di equivalenza.

Captura di schermo Facebook / Johana Tablada

«Paragonare la responsabilità del violatore, dell'abusatore agli errori della vittima è deplorevole», ha scritto l'ambasciatrice cubana in Messico.

Tablada è andato oltre e ha sottolineato che coloro che adottano questa posizione lo fanno per interesse personale: «per proteggere un visto, uno status, per rimanere nel mercato e guadagnare o preservare un accesso a determinati circuiti vantaggiosi».

Calificò quest'atteggiamento come un «atto di vigliaccheria» e un «seppellire la dignità», e avvertì che equivale a «finire per dare sostegno al crimine che viene commesso contro Cuba e il mio popolo».

Alla fine del suo testo, Tablada alzò il tono: «Se si permette agli Stati Uniti di farla franca imponendo condizioni irrazionali di vergogna e capitolazione [...] e se si impossessano di Cuba (non senza prima affrontare la nostra resistenza) tutti, tutti saremo meno liberi».

Lo scambio non è un episodio isolato in questa famiglia.

Carolina de la Torre da anni esprime critiche pubbliche al regime attraverso il suo Facebook, il che ha generato notizie proprio per il contrasto con la posizione di sua figlia.

Nel ottobre del 2020 ha criticato i miti di ripudio contro il Movimento San Isidro, e nel febbraio del 2021 ha messo in discussione la mancanza di libertà e di stampa libera a Cuba.

Il modello si ripete anche con il fratello di Johana, Abel Tablada, che a giugno del 2024 ha affermato che «il giornalismo a Cuba è vergognoso» ed è stato espulso dalla CUJAE a marzo del 2026.

Tablada de la Torre, nominata ambasciatrice da Miguel Díaz-Canel nell'agosto del 2025, mantiene sui social media una linea di «intolleranza rivoluzionaria» che non cede nemmeno di fronte al proprio contesto familiare.

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