"Questa è la peggiore tortura": Madre cubana denuncia il dramma di crescere il suo bambino tra blackout, spazzatura e zanzare

Famiglia cubanaFoto © CiberCuba IA

Una madre cubana identificata come Arais Barbara ha pubblicato martedì su Facebook una straziante denuncia sulle condizioni in cui alleva il suo bambino a Cuba, accompagnata da un'immagine che mostra il bambino con decine di punture di zanzara sulla schiena e sul torso.

«Questa è la peggiore tortura di vivere qui, a Cuba: senza corrente, con tutte le strade piene di spazzatura e un sacco di zanzare per la "cochiná" che c'è, e il caldo insopportabile che fa. Fino a quando, Dio mio. Non rispettano i bambini, gli anziani, i malati... nessuno. Ma questo non è ciò che è più triste; ciò che è più triste è che si ammalino e, quando arrivi in ospedale, devi portare il medicinale o tornare a casa perché non c'è nulla.», scrisse Arais Barbara sul suo profilo Facebook.

Il testimonianza arriva un giorno dopo il sesto blackout nazionale che ha colpito Cuba dall'inizio del 2026, registrato lunedì, come riportato da Infobae sulla crisi elettrica accumulata.

Pubblicazione su Facebook

I blackout elettrici quotidiani all'Avana hanno raggiunto tra le 15 e le 30 ore nel 2026, mentre nelle zone interne del paese superano le 48 ore consecutive senza fornitura.

La mancanza di elettricità impedisce l'uso di ventilatori, climatizzatori e zanzariere elettriche, lasciando i neonati e i bambini piccoli esposti al caldo estremo e agli insetti nel pieno dell'estate caraibica.

A questo scenario si aggiunge il collasso del servizio di raccolta dei rifiuti: a L'Avana operano solo 44 dei 106 camion di raccolta —appena il 41,5% della flotta—, il che ha generato montagne di rifiuti alte più di un metro nei quartieri della capitale, veri e propri allevamenti per la zanzara Aedes aegypti.

Questa combinazione letale di blackout, caldo, spazzatura e zanzare ha fatto impennare i casi di dengue e chikungunya in tutta l'isola.

Cuba ha chiuso il 2025 con almeno 81.909 casi combinati di entrambe le malattie e 65 decessi ufficiali, di cui 29 minorenni.

All'inizio del 2026, l'epidemia rimaneva attiva nelle 14 province del paese, con oltre 2.800 casi in 134 municipi.

L'Organizzazione Panamericana della Salute ha avvertito nel febbraio 2026 che i bambini di età inferiore a un anno — in particolare quelli di meno di tre mesi — rappresentano il gruppo a maggior rischio di complicazioni gravi e morte a causa della chikungunya.

Il caso di Arais Barbara non è il primo a circolare sui social media quest'anno. Il 1° giugno, un'altra madre cubana ha mostrato il corpo di suo figlio coperto di punture di zanzare, collegandolo a interruzioni di oltre 20 ore giornaliere a L'Avana.

Il lunedì, un'immagine di un bebé empapato di sudore durante un blackout ha anche sconvolto gli utenti dei social media.

Y ese stesso giorno, i cubani hanno reagito sui social alla ennesima disconnessione del sistema elettrico, denunciando l'impatto specifico sui bambini.

La madre denuncia inoltre che quando i bambini si ammalano e arrivano in ospedale, la risposta del sistema sanitario è altrettanto desolante: o la famiglia deve portare i farmaci da sola o torna a casa a mani vuote, perché non c'è niente disponibile.

L'eruzione cutanea visibile nell'immagine del bambino di Arais Barbara potrebbe essere causata da punture di zanzare, calore estremo o altre cause dermatologiche legate al contesto, anche se solo un medico può formulare una diagnosi.

Le testimonianze delle madri cubane che denunciano la sofferenza dei loro figli sono diventate una costante del 2026, riflesso di una crisi che unisce il collasso energetico, il deterioramento della sanità urbana e un'emergenza epidemiologica che il regime non è riuscito a contenere.

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Redazione di CiberCuba

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