Díaz-Canel promette miglioramenti per i cubani «se lavoriamo bene» con le misure capitaliste

Miguel Díaz-CanelFoto © X / Presidenza Cuba

Miguel Díaz-Canel ha chiuso questo giovedì la sessione parlamentare dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare (ANPP) promettendo ai cubani che vedranno miglioramenti nella loro vita quotidiana, ma solo «se lavoriamo bene» le 176 trasformazioni economiche approvate dal regime. 

Il VII Periodo Ordinario di Sessioni della X Legislatura, si è svolto nei giorni 29 e 30 luglio presso il Palazzo delle Convenzioni dell'Avana, e ha rappresentato il primo bilancio parlamentare formale dell'implementazione di quelle riforme, approvate in sessione straordinaria il 18 giugno come «agenda economica e sociale di emergenza».

Il governo ha informato che 110 delle 121 misure programmate per giugno e luglio sono già state approvate, il che equivale a un progresso del 90,9%: e ha riconosciuto di avere «più elementi di proprietà privata, di produzione privata, di capitalismo e di mercato».

Nonostante la natura pro-mercato delle riforme, Díaz-Canel ha insistito sul fatto che non rispondono a pressioni esterne: «Non vengono adottate per compiacere gli Stati Uniti», ha affermato, definendole «frutto di una decisione sovrana di Cuba».

La contraddizione tra il discorso ufficiale e il contenuto reale delle misure è emersa con chiarezza durante il dibattito parlamentare stesso, quando un deputato ha ammesso apertamente che «anche se sembra» capitalismo, «è ciò che stiamo facendo».

Il pacchetto di 176 misure, raggruppate in 23 assi tematici, include l’apertura alla banca privata e alle case di cambio private, la conversione delle aziende statali in società per azioni, l’eliminazione del limite di 100 lavoratori per le mipymes, la possibilità che una persona sia titolare di più aziende private e l’apertura agli investimenti esteri diretti nel settore privato.

Prevede inoltre l'eliminazione dei limiti di prezzo e un aumento del salario minimo nel settore pubblico, da 2,100 a 3,210 pesos mensili, una cifra che in pratica rappresenta solo pochi dollari al cambio informale.

Nella sessione di giovedì, l'ANPP ha approvato quattro leggi strutturali: la Legge di Organizzazione dell'Amministrazione Centrale dello Stato, che riduce gli organismi da 27 a 21 —20 ministeri e la Banca Centrale—; la Legge sull'Abitazione, che riconosce il diritto di possedere fino a due immobili e amplia il ruolo del settore privato nella costruzione; il Codice del Lavoro, che incorpora figure come il lavoro a distanza, la disconnessione digitale e il plurilavoro; e la Legge sul Sistema di Identità e Domicilio.

Inoltre, l'ANPP ha abrogato la Legge n. 183 di dicembre 2025, ripristinando così il mandato dei delegati municipali a cinque anni come stabilito dalla Costituzione.

Il contesto in cui si producono queste riforme è quello della peggiore crisi economica che Cuba sta attraversando da decenni, aggravata dalla cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi il 3 gennaio 2026, che ha privato il regime del suo principale alleato in Venezuela.

Díaz-Canel aveva riconosciuto a luglio che il regime ricorse al capitalismo come strumento per affrontare la crisi, sebbene la narrativa ufficiale insista sul fatto che l'obiettivo è «perfezionare» il socialismo, non abbandonarlo.

Le promesse di miglioramento giungono a una popolazione che soffre di prolungati blackout, di una generalizzata scarsità di cibo e farmaci, e di un esodo senza precedenti, mentre il regime chiede pazienza e condiziona qualsiasi beneficio all'esecuzione corretta di misure che, secondo i propri deputati, hanno tutto l'aspetto del capitalismo che hanno denunciato per decenni.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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