Una giovane cubana residente a Dubai che si identifica su TikTok come @loreindubai ha pubblicato un video in cui rivendica con orgoglio la sua doppia identità: cubana e musulmana, sfidando coloro che ritengono che entrambe le cose non possano coesistere nella stessa persona.
Il clip, di 59 secondi e pubblicato il 15 maggio, si struttura come una liturgia in cui l'autrice ripete «sono cubana musulmana e...» per collegare ricordi della sua infanzia sull'isola con la sua vita attuale negli Emirati Arabi Uniti.
«Sono cubana musulmana e sì, so perfettamente che la gente non capisce come queste due cose possano coesistere nella stessa persona», dice all'inizio del video.
Il momento più emotivo arriva quando descrive la sua reazione all'entrata in un supermercato pieno di prodotti: «Ho pianto per coloro che non hanno idea di cosa ci sia dal lato oscuro», un riferimento diretto alla scarsità che affligge Cuba sotto la dittatura.
La giovane evoca anche la sua crescita sull'isola con immagini che risultano familiari per milioni di cubani: musica ad alto volume, grida per le strade, candele accese durante i blackout, fame e resistenza quotidiana.
Sull'elemento più visibile della sua fede, il hijab, risponde con fermezza a chi la interroga: «La gente mi chiede perché mi copro i capelli come se un velo potesse cancellare da dove vengo».
La distanza e il dolore dell'esilio hanno anch'essi un posto nel racconto. «Ci sono notti in cui la distanza fa più male di qualsiasi ricordo», confessa, aggiungendo che in più di un'occasione ha pianto in silenzio davanti a uno schermo mentre diceva a sua madre che andava tutto bene, per non preoccuparla.
Il video si chiude con una dichiarazione che riassume tutta la sua posizione: «La mia religione non toglie da dove vengo perché non si abbandona mai la propria terra, la terra vive dentro di noi».
Nella descrizione del video, scritta in inglese, l'autrice è ancora più diretta: «Sono nata cubana e ho scelto l'islam. Due cose di cui sono molto orgogliosa nella mia vita, e che Allah benedica tutti i miei compatrioti cubani in questo momento così difficile».
Il caso di @loreindubai non è il primo del suo genere. Nel dicembre del 2025, un'altra giovane cubana con hiyab identificata come @nayda4197, residente a Tampa, Florida, è diventata virale su TikTok ballando il reparto con il velo islamico. Nei commenti a quel video, una utente ha raccontato di essere convertita all'Islam da dieci anni e di essere sposata con un arabo, senza aver mai smesso di sentirsi cubana.
Entrambi i casi riflettono una tensione documentata: le donne cubane musulmane sono messe in discussione sia da connazionali che vedono l'islam come qualcosa di estraneo all'identità nazionale, sia da comunità musulmane che non sempre riconoscono la cubanità come compatibile con la fede.
La comunità musulmana a Cuba è piccola ma in crescita, con stime che oscillano tra 3.000 e 13.000 persone, per lo più convertiti senza una eredità familiare islamica. L'Islam è stato riconosciuto legalmente sull'isola nel 2007, e a giugno del 2015 è stata inaugurata la Moschea Abdallah nell'Avana Vecchia, la principale del paese, dopo la riconversione di un antico museo di automobili.
La diaspora cubana a Dubai, da parte sua, affronta condizioni migratorie complesse: la residenza è legata all'impiego e deve essere rinnovata periodicamente, e non ci sono voli diretti da Cuba agli Emirati, motivo per cui molti viaggiano attraverso paesi terzi.
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