Periodista José Raúl Gallego sulla messicana che ha sfilato con la maschera di Raúl Castro: «La porterei in prigione a Cuba»

Mexicana con maschera di Raúl CastroFoto © Facebook / Movimiento Mexicano di Solidarietà con Cuba

Una imagen catturata questo domenica durante una marcia pro regime a Città del Messico ha suscitato la reazione del giornalista cubano José Raúl Gallego, che ha evidenziato la paradossale situazione in cui una giovane partecipante indossava una maschera con il volto di Raúl Castro senza essere consapevole che quel gesto potrebbe costarle la libertà se lo facesse a Cuba.

La fotografia, pubblicata su Facebook dal Movimento Messicano di Solidarietà con Cuba, mostra la giovane con la maschera e lo slogan «Io sono Raúl risuona per le strade di Città del Messico», circondata da bandiere cubane e palestinesi.

Gallego non tardò a reagire con un post pubblico in cui definì l'episodio come «il frutto della totale ignoranza della realtà cubana di coloro che scendono in strada in Messico per marciare a favore della dittatura, credendo di farlo per Cuba».

Il giornalista ha spiegato che la giovane stava rappresentando, senza saperlo, «la China», uno dei soprannomi storici di Raúl Castro, derivato dei suoi tratti fisici. «Ecco la ragazza, con tutta l'innocenza del mondo, che fa una spettacolare rappresentazione della China, uno dei soprannomi storici di Raúl Castro, e che la porterebbe in prigione a Cuba se le venisse in mente di scendere con quel numeretto», ha scritto.

La ironia che segnala Gallego ha un sostegno legale concreto. Il Codice Penale cubano (Legge 151/2022) definisce il disprezzo come reato e punisce con la privazione della libertà da sei mesi a un anno chi insulta, diffama, oltraggia o offende un funzionario pubblico. Per alti dirigenti come il presidente o i membri del Consiglio di Stato, le pene sono ancora più severe.

Amnesty International ha avvertito nel dicembre 2022 che questo codice penale «presenta un panorama terrificante» e che le sue norme vengono utilizzate sistematicamente per reprimere la dissidenza e penalizzare qualsiasi critica pubblica al governo.

La marcia è stata convocata dal Movimiento Mexicano de Solidaridad con Cuba e dall'organizzazione Va por Cuba per commemorare il 73° anniversario dell'assalto ai quartieri Moncada e Carlos Manuel de Céspedes, sotto lo slogan «No alla guerra contro Cuba!». La mobilitazione è partita dall'Hemiciclo a Juárez verso il vecchio Consolato degli Stati Uniti in Paseo de la Reforma.

L'atto non è stato privo di polemiche: la manifestazione si è conclusa con un gruppo di partecipanti che ha vandalizzato la sede della Alcaldía Cuauhtémoc, un edificio protetto come patrimonio storico.

Gallego, giornalista e ricercatore nato a Camagüey nel 1986 ed espulso dall'Università di Camagüey nel 2018 per aver pubblicato su media indipendenti, è una voce abituale di analisi critica sulla realtà cubana dall'esilio.

Raúl Castro ha governato Cuba tra il 2008 e il 2018 e continua a essere una figura centrale del regime. A Cuba, i sostenitori del regime si sono riuniti in Messico in diverse occasioni per esprimere il loro sostegno alla dittatura, ma raramente un'immagine ha illustrato con tanta chiarezza la distanza tra coloro che manifestano e la realtà vissuta dai cubani dentro l'isola.

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha espresso pubblicamente su gratitudine su X ai partecipanti: «Grazie #Messico. Ancora una volta in prima fila nella dignità della Nostra America. A tutte e tutti coloro che hanno sfilato per #Cuba questo 26 luglio, l'abbraccio riconoscente di un popolo che ha sempre trovato solidarietà nella nobile e generosa terra azteca. #CubaNonÈSola».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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