Iglesia Episcopal en Cuba denuncia furti e inattività della polizia: «Non possiamo continuare a tacere»

Chiesa Episcopale "San Francisco d'Assisi" a Cárdenas, MatanzasFoto © Facebook/Iglesia Episcopal "San Francisco de Asís" Cárdenas, Cuba

La junta parroquiale della Chiesa Episcopale San Francesco d'Assisi, a Cárdenas, provincia di Matanzas, ha denunciato questo domenica una catena di furti contro il suo tempio e ha accusato le autorità cubane di non agire con la stessa diligenza che mostrano quando i reati colpiscono le istituzioni statali.

In una lettera pubblica firmata da diversi membri della congregazione e condivisa sui social media, la chiesa ha dichiarato di aver subito tre furti nell'ultimo anno senza che, fino ad ora, le denunce abbiano portato a risultati concreti.

Il primo fatto è accaduto circa un anno fa, quando è stato sottratto un triciclo elettrico utilizzato per attività pastorali e comunitarie.

Secondo la giunta parrocchiale, gli esperti sono arrivati sul posto 12 ore dopo il furto e, nonostante un incontro successivo con il delegato municipale del Ministero dell'Interno (MININT), il caso continua a rimanere irrisolto. «Anche oggi continuiamo a non ricevere risposte né soluzioni», hanno osservato.

Tre mesi fa, la chiesa ha subito un altro furto quando degli sconosciuti hanno sottratto due lampade solari installate nel tempio. In quella occasione, la congregazione ha deciso di non presentare nemmeno una denuncia.

«È stato un atto di scoraggiamento che non dovrebbe esistere in uno Stato di diritto», hanno riconosciuto i firmatari, che attribuiscono questa decisione alla mancanza di fiducia nelle autorità affinché indaghino su questi fatti.

L'incidente più recente è avvenuto questo sabato, quando sono stati rubati circa 20 metri di cavi del sistema di energia solare, indispensabili per il funzionamento della parrocchia.

La chiesa ha spiegato che quella linea elettrica permette di fornire acqua purificata alla comunità, elaborare alimenti per le persone vulnerabili e mantenere le attività religiose.

«Quel cavo non è un lusso», ha sottolineato il consiglio parrocchiale, che ha presentato una nuova denuncia alla polizia lo stesso giorno.

"Conoscono i responsabili, ma non agiscono."

La lettera sostiene che la situazione non riguarda soltanto quella parrocchia, ma anche altre chiese episcopali della provincia.

Secondo il documento, la Chiesa Episcopale San Paolo, a Bolondrón, ha subito il furto di una stazione solare lo scorso 23 maggio. I firmatari hanno assicurato che le stesse autorità hanno informato il pastore di conoscere l'identità dei presunti responsabili, anche se hanno sostenuto di non avere prove sufficienti per arrestarli.

Per la giunta parrocchiale, quella spiegazione evidenzia «passività, mancanza di volontà investigativa e impunità».

Hanno anche menzionato un furto simile avvenuto il 7 giugno nella Chiesa Episcopale El Buen Pastor, a Güira de Macurijes, che rimane anch'esso irrisolto.

I firmatari respingono l'idea che questi fatti siano casi isolati. «Li consideriamo per quello che sono: un attacco contro questa chiesa e un modo per compromettere la nostra libertà religiosa», hanno affermato.

Rivendicano uguaglianza davanti alla legge

Nella lettera, la congregazione invoca l'articolo 15 della Costituzione cubana, che riconosce la libertà religiosa, così come l'articolo 387.1 del Codice Penale, che sanziona gli atti volti a disturbare il funzionamento delle istituzioni religiose legalmente costituite.

Inoltre, mette in discussione il trattamento differente che, a suo avviso, ricevono questi reati rispetto a quelli commessi contro le entità statali.

«Quando avvengono furti presso istituzioni governative o enti statali, le indagini si accelerano, vengono mobilitati tutte le risorse e i responsabili compaiono in tempo record», afferma il documento.

Per questo motivo, la chiesa ha chiesto che le autorità applichino «lo stesso zelo investigativo» quando le vittime sono comunità religiose o cittadini comuni.

Un problema che si ripete

La denuncia si aggiunge ad altri eventi recenti che evidenziano l'aumento dei furti di apparecchiature legate ai sistemi di energia solare a Cuba. Il 19 luglio scorso è stato segnalato il furto di lampade solari in una parrocchia di Centro Habana e giorni prima sono stati denunciati furti di pannelli solari presso il Hogar Materno di Cárdenas.

Matanzas è una provincia particolarmente colpita dalla criminalità. L'Osservatorio Cubano di Auditoria Cittadina ha documentato 503 reati commessi lì nel 2025, il numero più alto del paese.

In parallelo, l'organizzazione Christian Solidarity Worldwide (CSW) ha documentato 667 violazioni della libertà di religione o di credo a Cuba tra gennaio 2025 e giugno 2026.

In questo contesto, la Chiesa Episcopale di Cárdenas ha concluso la sua lettera con un avvertimento: «La libertà religiosa non è un privilegio: è un diritto consacrato nella nostra Carta Magna e negli strumenti internazionali di cui Cuba fa parte».

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