
La violenza ha colpito di nuovo L'Avana. Hayden Abel Caballero e Keller Sandor Pino Griñán, entrambi di 19 anni, sono morti dopo essere stati attaccati nel Parco Hanói, situato nella zona 6 di Alamar, nel municipio dell'Avana del Est, secondo i rapporti diffusi questo mercoledì sui social media.
Fino ad ora, le autorità cubane non hanno fornito informazioni ufficiali sul caso né hanno offerto dettagli su quanto accaduto.
El reporter di cronaca Niover Licea, che gestisce la pagina NiO Reportando un Crimen, è stato il primo a identificare le vittime. Successivamente, il gruppo Facebook Crímenes en Cuba, gestito da Irma Lidia Broek, ha suggerito che l'evento potrebbe trattarsi di un presunto regolamento di conti. Tuttavia, altre versioni indicano un assalto violento, motivo per cui le circostanze del crimine rimangono ancora da chiarire.
Testimoni hanno confermato che agenti della Polizia Nazionale Rivoluzionaria (PNR) sono rimasti sul posto per diverse ore ad analizzare la scena, anche se finora non è stato emesso alcun comunicato ufficiale.
È circolata anche sui social la voce che una terza persona sarebbe rimasta gravemente ferita ed è stata trasportata all'Ospedale Navale. Tuttavia, tale informazione non è stata ancora confermata in modo indipendente.
"Due vite piene di sogni"
La morte dei due giovani ha provocato una profonda commozione tra familiari, amici e vicini di Alamar.
Un familiare di Hayden ha condiviso su Facebook un messaggio che riflette il dolore che coinvolge entrambe le famiglie.
«Due vite piene di sogni, che non meritavano una fine così dolorosa.»
Nella stessa pubblicazione ha chiesto rispetto per le vittime e ha sollecitato a utenti e mezzi di comunicazione di non diffondere fotografie o video espliciti del crimine.
Chi conosceva Hayden e Keller li descriveva come giovani tranquilli, laboriosi e privi di conflitti passati.
«Erano due ragazzi adolescenti e semplici, nel fiore della vita; due ragazzi felici come qualsiasi giovane di quell'età», ha scritto una persona vicina alle vittime.
Un altro vicino ha assicurato che nessuno dei due avesse problemi con coloro che presuntamente hanno partecipato all'attacco.
«Né quelli che hanno ucciso avevano problemi con loro, né le vittime», ha commentato.
I vicini denunciano abbandono e insicurezza
Dopo la tragedia, numerosi residenti hanno sottolineato che il Parco Hanói e i suoi dintorni sono da tempo diventati una delle zone più pericolose di Alamar, specialmente durante la notte.
«Chi vive ad Alamar sa che il Hanói è una bocca di lupo», ha scritto un utente, mentre altri denunciavano la scarsa presenza della polizia e la mancanza di misure per prevenire fatti violenti.
Le critiche hanno colpito anche le autorità per il silenzio ufficiale e per la crescente sensazione di insicurezza che, secondo quanto denunciato dai cittadini, si vive in numerosi quartieri della capitale.
Una violenza che continua ad aumentare
L'omicidio di Hayden e Keller si aggiunge a una serie di eventi violenti registrati a Cuba negli ultimi mesi.
Il 3 luglio scorso, un'adolescente di 17 anni è morta accoltellata a La Güinera, ad Arroyo Naranjo, durante un attacco in cui non era nemmeno l'obiettivo degli aggressori.
In giugno, un'altra giovane di 17 anni è deceduta a Cárdenas, Matanzas, dopo una lite con una minorenne di 14 anni. Mesi prima, a marzo, due giovani sono morti durante una rissa con armi bianche a Jagüey Grande, sempre in quella provincia.
Le cifre riflettono il deterioramento della sicurezza pubblica nell'isola. L'Osservatorio Cubano di Audit Civico (OCAC) ha documentato 2.833 reati verificati nel 2025, un aumento del 115% rispetto al 2024 e del 337% rispetto al 2023.
Además, un rapporto pubblicato a giugno ha messo in guardia riguardo la presenza di bande giovanili nella maggior parte dei quartieri dell'Avana, un fenomeno che preoccupa sempre di più la popolazione.
Mentre familiari e amici danno l'addio a Hayden Abel Caballero e Keller Sandor Pino Griñán, il Governo di Miguel Díaz-Canel continua a non esprimersi sul caso, nonostante la crescente indignazione che ha suscitato sui social media e tra i residenti di Alamar.
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