
Il viceministro cubano delle Relazioni Estere, Carlos Fernández de Cossío, ha definito giovedì le nuove sanzioni annunciate dal segretario di Stato statunitense Marco Rubio come «una guerra aperta contro tutto il popolo» e ha affermato che Rubio «ha uno spirito molto contorto».
Le dichiarazioni, pubblicate sui social media, sono arrivate ore dopo che Rubio ha annunciato un nuovo giro di sanzioni contro nove entità e due alti funzionari cubani, basate sull'Ordine Esecutivo 14404 firmato dal presidente Donald Trump il 1° maggio 2026.
Tra le entità designate figurano CEINPET, ENERSA S.A., EINARBO S.A., CSMC e UCCM, collegate al settore energetico e al programma delle missioni mediche cubane all'estero.
Sono stati inoltre sanzionati il ministro della Salute Pubblica José Ángel Portal Miranda e la funzionaria Gretza Sánchez Padrón, in quella che rappresenta la prima volta in cui le misure colpiscono direttamente l'apparato delle missioni mediche.
Fernández de Cossío è diventato la voce più attiva del regime cubano di fronte alla pressione di Washington durante tutto il 2026, con una retorica che è aumentata settimana dopo settimana.
En maggio ha accusato Rubio di mentire «in modo deliberato» per giustificare un'«aggressione crudele e spietata» contro il popolo cubano.
In giugno qualificò le sanzioni contro l'impresa statale di petrolio CUPET come «punizione collettiva» che privava Cuba di combustibili, e il 26 di quello stesso mese descrisse la pressione economica come «inverosimile» e di portata «extraterritoriale».
Il 2 luglio ha accusato gli Stati Uniti del caos che affrontano i cubani e ha denunciato le pressioni di Washington affinché paesi terzi annullino i contratti con le missioni mediche dell'isola.
Il 17 luglio ha accusato gli Stati Uniti di essere la «principale fonte di terrorismo» nell'emisfero occidentale, e mercoledì scorso ha definito la politica di Rubio un «sporco affare politico».
Il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla ha anche unito la sua voce al coro ufficiale, attribuendo le sanzioni a «ambizioni di conquista» e a «sentimenti vendicativi» dell'élite politica che ha sostenuto la carriera di Rubio.
Dal gennaio 2026, l'amministrazione Trump ha accumulato oltre 240 sanzioni contro Cuba, che hanno progressivamente colpito i pilastri economici del regime: il conglomerato militare GAESA, il sistema bancario, il settore turistico e ora il programma di missioni mediche.
El stesso Rubio ha negato mercoledì, durante una conferenza stampa a Manila, di aver fissato un cronoprogramma per un cambio di regime a Cuba prima della fine del 2026, anche se ha descritto l'isola come uno «stato fallito» e ha avvertito a luglio che la dirigenza cubana aveva ancora margine per intraprendere «riforme reali» prima che fosse «troppo tardi».
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