La ondata di proteste contro i prolungati black-out si è nuovamente diffusa martedì in diverse località di Cuba. Report di social media mostrano cacerolazos e barricate in fiamme in vari punti dell'Avana e di Santiago di Cuba, in una nuova giornata di malcontento cittadino in mezzo alla profonda crisi energetica che attraversa il paese.
Uno dei primi rapporti è arrivato da Chicharrones, a Santiago di Cuba, dove il giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada ha pubblicato un video accompagnato dal messaggio: «Suonano le pentole a Chicharrones, Stgo di Cuba».
A L'Avana hanno iniziato a circolare anche immagini di nuove manifestazioni. L'artista cubano Saúl Manuel ha informato di un blocco della Calzada del Cerro da parte dei residenti, dove si possono vedere diversi falò accesi in strada durante la notte.
La cubana Yisell Boutros Guerrero ha condiviso un video in cui si può vedere l'incendio dei rifiuti e diverse persone in strada.
Poco prima, aveva condiviso immagini di un'altra protesta a La Cumbre, a San Miguel del Padrón, dove si vede un falò acceso in mezzo alla strada, mentre in seguito ha assicurato che si stava registrando anche un «forte cacerolazo» a Colón, Centro Habana.
Fino ad ora, non esiste alcuna informazione ufficiale su questi fatti né su eventuali arresti legati alle proteste.
Una nuova notte di tensione
I reporti arrivano appena due giorni dopo che i vicini di Consulado e Refugio, a Centro Habana, hanno dato vita a un cacerolazo con fuoco in strada e grida contro il dispiegamento della polizia, in una protesta documentata dal giornalista Mario J. Pentón.
Durante il fine settimana si sono registrate manifestazioni a Lawton, dove i residenti sono scesi in strada con pentole, hanno acceso falò e hanno richiesto «Vogliamo la luce!» e «Libertà!». Giorni prima, un altro cacerolazo si è svolto a El Vedado, dopo più di 30 ore consecutive senza servizio elettrico.
La sequenza di proteste riflette un crescente malcontento sociale in diversi municipi della capitale e ora raggiunge nuovamente anche Santiago di Cuba.
Barrios esausti a causa dei blackout
Il riemergere delle proteste coincide con denunce sempre più frequenti riguardo a interruzioni estreme del servizio elettrico.
El lunedì, CiberCuba ha riportato che i residenti di Veguita de Galo, a Santiago di Cuba, hanno denunciato di essere stati 26 giorni consecutivi senza elettricità a causa di un guasto a un trasformatore. Secondo i residenti, le ripetute richieste alle autorità hanno ricevuto sempre la stessa risposta: «Bisogna aspettare».
La crisi energetica continua ad aggravarsi dopo diversi recenti collassi del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN), che durante luglio ha provocato blackout di massa in tutto il paese. In numerose province i tagli superano ampiamente le 20 ore giornaliere, mentre migliaia di famiglie affrontano anche problemi con la fornitura d'acqua e la conservazione degli alimenti.
In questo contesto, i cacerolazos sono tornati a essere una forma di esprimere il malcontento di comunità che da settimane sopportano temperature elevate e lunghe giornate senza elettricità.
Le reazioni sui social media
Le pubblicazioni sui nuovi cacerolazos hanno generato decine di commenti di sostegno e messaggi che riflettono il crescente malcontento di alcuni cittadini di fronte alla situazione del paese.
«Il giorno in cui smetteremo di avere paura e usciremo tutti insieme a chiedere che se ne vadano, quel giorno saremo liberi. Abbasso tutto», ha scritto un'utente.
Da parte sua, un altro cubano ha commentato: «Il popolo cubano merita libertà».
Questi commenti riflettono alcune delle reazioni che circolano sui social media mentre continuano a emergere nuovi rapporti di cacerolazos e manifestazioni in diversi punti del paese.
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