«Vogliamo la luce»: I residenti di Lawton danno vita a una nuova protesta e cacerolazo

Protesta a LawtonFoto © X / Elsa Morejón

Vecini del quartiere habanero di Lawton, nel municipio di Diez de Octubre, sono scesi in strada sabato sera con pentole, fuochi e slogan di «Libertà!» e «Vogliamo la luce!», in una nuova protesta contro i lunghi blackout che soffocano la capitale cubana, secondo video diffusi da Martí Noticias.

Le immagini, pubblicate su X dall'attivista Elsa Morejón —moglie dell'ex prigioniero politico e leader dell'opposizione Dr. Oscar Elías Biscet—, mostrano circa una ventina di abitanti che colpiscono le pentole di fronte a falò accesi in mezzo alla strada.

«Proteste a Lawton #Havana #Cuba, cacerolazos e grida di vogliamo luce e libertà», ha scritto Morejón sul suo profilo social.

Uno dei video registra il momento in cui agenti di polizia arrivano nella zona per cercare di sciogliere la manifestazione, con almeno un uniformato che filma i presenti con il suo cellulare.

«È arrivata la polizia alla protesta. Lawton #Avana #Cuba», ha avvertito l'attivista in un'altra pubblicazione.

La protesta di sabato è stata scatenata dalla nuova disconnessione della Central Termoeléctrica Antonio Guiteras —la più grande del paese— dal Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN), un evento che si è ripetuto 17 volte solo nel 2026 e che trascina tutta l'isola in interruzioni massicce di elettricità.

Non è la prima volta che Lawton esplode. Venerdì scorso, i residenti di via Dolores di quel quartiere hanno organizzato di notte un cacerolazo e bruciato rifiuti in strada, in una protesta che si è estesa in diversi punti di quella via a causa dei prolungati black-out che soffocano la zona.

A marzo del 2026, i suoi vicini hanno incendiato le strade e bruciato rifiuti dopo 36 ore senza elettricità, con almeno un arresto. L'8 luglio, durante il quarto blackout totale dell'anno, due pali con basi marce sono crollati nel quartiere, aggravando ulteriormente la precaria infrastruttura elettrica locale.

Durante luglio si sono registrati cacerolazos a Guanabacoa, El Vedado, Centro Habana, La Habana Vieja, El Cerro e Santiago de Cuba.

Julio è stato il mese più critico dell'anno in materia energetica. Cuba accumula cinque collassi totali del SEN nel 2026 e dieci in circa 24 mesi. Solo nei primi 14 giorni del mese si sono verificati tre black-out nazionali: il 6, il 10 e il 14 luglio.

Il deficit energetico ha raggiunto 2.341 MW il 10 luglio, con appena 935 MW disponibili rispetto a una domanda di 3.100 MW, lasciando 9,6 milioni di cubani senza elettricità. A Matanzas, provincia in cui si trova la Guiteras, le interruzioni hanno raggiunto le 87 ore consecutive.

Questa ondata di mobilitazione si inserisce in un ciclo di protesta senza precedenti: a giugno del 2026 sono state documentate 107 manifestazioni di strada a Cuba —un record storico, quasi il doppio del massimo precedente di 54 registrato a marzo—, con 82 di esse concentrate all'Avana.

La risposta del regime è stata sistematica: truppe speciali, operazioni di polizia, arresti e interruzioni mirate di internet accompagnano ogni manifestazione, senza che la repressione sia riuscita a spegnere il malcontento di una popolazione che da mesi sopporta temperature fino a 38°C senza elettricità.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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