Madre cubana alla sua bambina di cinque anni: «Ho solo abbracci e impotenza»

«Questa non è vita per loro»: madre denuncia la sofferenza di sua figlia a CubaFoto © CiberCuba/Sora

Una madre cubana ha riassunto in un'unica immagine l'esaustione di migliaia di famiglie sull'isola: seduta su una sedia a dondolo, sta accarezzando la sua bambina di cinque anni che dorme in grembo, in mezzo al caldo opprimente di una giornata senza elettricità.

Elizeida Rueda, originaria di Guantánamo e residente a L'Avana, ha pubblicato la fotografia sul suo profilo Facebook insieme a un testo molto toccante.

Come spiego a una bambina di 5 anni che il 'non c'è' è l'unica cosa che ci resta?», scrisse Rueda all'inizio del suo post.

L'immagine di questa madre che abbraccia la sua piccola, che a fatica riesce a starle in grembo mentre cerca di darle un po' di conforto con un ventaglio, risulta molto toccante.

«Questa foto è il riassunto delle mie notti. Lei, con la sua innocenza, mi chiede perché non c'è corrente, perché non posso accendere il ventilatore affinché possa dormire senza sudare, perché non può vedere i suoi pupazzetti per distrarsi», ha raccontato.

Rueda, che secondo il suo profilo è laureata in medicina e attualmente lavora come manicure a L'Avana, ha descritto l'impotenza di non avere risposte per sua figlia: «E a me, che la tengo in braccio facendo vento per alleviarle il caldo, mi si spezza il cuore».

La sua pubblicazione si è conclusa con una frase che sintetizza il sentire di molti genitori cubani: «Nessun bambino dovrebbe sapere cosa significa il caldo soffocante e l'oscurità come qualcosa di normale. Non ho risposte per lei, ho solo abbracci e la più grande impotenza di questo mondo. Questa non è vita per loro».

En i commenti, ha aggiunto un'altra riflessione altrettanto straziante: «Nessuna madre dovrebbe passare la notte ad accarezzare suo figlio tra sudore e lacrime, inventando menzogne per giustificare l'oscurità. L'infanzia dei nostri bambini non si recupera».

«L'infanzia dei nostri bambini non si recupera», ha insistito Rueda nei suoi commenti, una frase che, per molte famiglie cubane, non suona più come una metafora ma come una diagnosi.

Il testimonio arriva in uno dei momenti peggiori della crisi elettrica cubana. Fino ad oggi di luglio 2026, il Sistema Elettrico Nazionale è collassato totalmente almeno tre volte: il 6, il 10 e il 14 luglio.

Il dolore di Rueda non è un fatto isolato.

Altre madri cubane hanno documentato situazioni simili sui social media durante questi mesi: una madre che ha ventilato la sua figlia di quattro anni per più di 30 ore di black-out, un'altra il cui bambino di un anno dormiva su un lettino in cortile dopo ore senza elettricità, o un'altra ancora il cui figlio di un anno non poteva rimanere all'interno della casa a causa del calore insopportabile.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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