Una cubana di nome Dani Falcon ha pubblicato su Facebook un video in cui racconta la sua esperienza presso l'Hotel Internacional di Varadero, dove ha pagato 150 dollari a notte per due persone e ha vissuto tutto alla grande, fino a quando, proprio alla fine, il Sistema Elettrico Nazionale (SEN) è collassato e il generatore dell'hotel non ha retto il carico.
Il video di Dani inizia con una domanda diretta: «Vale la pena adesso andare in un hotel a Varadero, Cuba?». La risposta, per quasi tutto il clip, è sorprendentemente positiva.
La donna è partita con sua figlia senza grandi aspettative verso l'hotel per, come ha detto, liberarsi «dei blackout e delle notti difficili».
Quello che trovò la lasciò piacevolmente sorpresa: stanze pulite e pronte all'arrivo, un buffet vario. C'erano anche due o tre ristoranti à la carte - con prenotazione - e animazione che lei definì «10 su 10». La birra, aggiunse, «c'era sempre in quasi tutte le aree».
Il prezzo di quell'esperienza era di 150 dollari a notte, una cifra che la stessa Dani Falcon ha riconosciuto come «niente di economico per il cubano comune».
La frase riassume una realtà schiacciante: con uno stipendio medio ufficiale di circa 7.074 pesos al mese - equivalente a meno di 13 dollari al cambio informale - una sola notte in quel hotel costa più di dieci stipendi medi. Il salario minimo ufficiale è di 3.210 pesos, mentre il paniere di beni essenziali supera i 96.000 pesos al mese.
Ma il finale del video ha smontato l'illusione che gli hotel turistici siano una bolla protetta dalla crisi. «Proprio prima di partire è crollato il famoso SEN e l'impianto non stava reggendo», ha raccontato Falcon.
Ese collasso non è un incidente isolato. Il 6 luglio si è verificata una disconnessione totale del SEN che ha lasciato l'isola praticamente al buio per quasi 24 ore.
Matanzas, la provincia in cui si trova Varadero, è stata uno dei territori più colpiti: i residenti hanno denunciato fino a 85 ore consecutive senza elettricità in alcuni quartieri durante giugno, mentre gli hotel operavano con generatori propri e priorità statale nell'approvvigionamento di carburante.
Questa doppia realtà ha generato indignazione, quando l'evento «Inizio dell'Estate 2K26» all'Hotel Resonance di Varadero ha mantenuto luci e musica per 72 ore mentre il resto del paese era al buio. La frase che è diventata virale sui social ha riassunto senza giri di parole: «luci per il perreo, blackout per il resto».
Il video di Dani Falcon aggiunge un aspetto che crea ancora più disagio al regime: neanche quella bolla privilegiata è impenetrabile. Da febbraio, almeno otto hotel a Varadero e nei cayo hanno chiuso o sospeso temporaneamente le operazioni per mancanza di gasolio per i loro generatori.
Il turismo a Cuba sta attraversando un collasso strutturale: gli hotel hanno abbassato i prezzi fino al 25% e offrono trasferimenti gratuiti per attirare visitatori senza riuscirci.
Per il cubano comune, tuttavia, 150 dollari a notte rimangono un lusso matematicamente impossibile, e neanche quel prezzo garantisce che la luce non si spenga.
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