
La conquista del Mundial de 2026 non ha solo riportato la Spagna in cima al calcio internazionale. Ha anche confermato una realtà che i risultati stanno costruendo da quasi due decenni: nessuna selezione ha riunito un palmarès così importante nelle grandi competizioni del XXI secolo.
La vittoria contro l'Argentina nella finale disputata negli Stati Uniti ha permesso alla Roja di sollevare la sua seconda Coppa del Mondo in appena sedici anni. Il primo titolo è arrivato in Sudafrica 2010; il secondo, in Nordamerica 2026. Nessun altro paese è riuscito a vincere due Mondiali dal 2000.
Pero il successo spagnolo non si limita alla massima competizione della FIFA. Dall'inizio del secolo, la nazionale ha conquistato anche tre Eurocoppe —2008, 2012 e 2024— e la Liga delle Nazioni UEFA nel 2023, completando un ciclo di sei titoli ufficiali di alto livello.
Il dato acquisisce ancora più rilevanza se si analizza il valore competitivo dei tornei. Sebbene altre nazionali accumulino un numero maggiore di trofei ufficiali, nessuna presenta una combinazione comparabile di grandi campionati.
Il Brasile, ad esempio, ha vinto il Mondiale del 2002, tre Coppe America (2004, 2007 e 2019) e tre Coppe delle Confederazioni (2005, 2009 e 2013). Il Messico ha conquistato sette Coppe Oro nello stesso periodo. Tuttavia, sia la Coppa delle Confederazioni — scomparsa dal 2019 — che la Coppa Oro hanno un peso storico e sportivo inferiore rispetto alla Coppa del Mondo e all'Europeo.
La Eurocopa, infatti, è considerata da molti esperti come il torneo continentale più impegnativo del pianeta a causa della concentrazione di selezioni d'élite. Vincere tre volte in diciotto anni è già un risultato straordinario; farlo inoltre insieme a due Coppe del Mondo colloca la Spagna in una categoria a sé.
La hegemonia è iniziata con la generazione guidata da Luis Aragonés e successivamente consolidata da Vicente del Bosque. Tra il 2008 e il 2012, la Spagna ha conquistato consecutivamente l'Europeo, il Mondiale e un altro Europeo, una sequenza senza precedenti nella storia del calcio maschile.
Lontano dall'essere un ciclo irripetibile, quella identità calcistica ha trovato continuità. Dopo una fase di rinnovamento, l'Europeo del 2024 e il Mondiale del 2026 hanno dimostrato che la Spagna aveva recuperato la sua condizione di potenza mondiale con una nuova generazione di calciatori.
Se si considerano esclusivamente i titoli di maggior prestigio —Coppe del Mondo, campionati continentali e Lega delle Nazioni—, nessun'altra nazionale può vantare un bilancio così solido nel XXI secolo.
Il Brasile detiene il maggior palmarès storico del calcio, mentre Germania e Italia conservano un legato straordinario. L'Argentina ha aggiunto un nuovo Mondiale nel 2022, ma nessuna di queste nazioni è riuscita a combinare due Coppe del Mondo con tre campionati continentali in questo periodo.
Le statistiche, i titoli e la continuità competitiva indicano verso una stessa conclusione: il XXI secolo ha avuto vari campioni, ma solo una selezione ha costruito una vera dinastia. Quella selezione è la Spagna.
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