Trump avvisa che gli Stati Uniti prenderanno misure se gli hutí bloccano il Mar Rosso

Donald TrumpFoto © Captura de video/X

Il presidente Donald Trump ha avvertito martedì che gli Stati Uniti agiranno se i ribelli huthi dello Yemen manterranno la loro minaccia di imporre un blocco marittimo nel Mar Rosso, secondo quanto riportato dall'agenzia EFE.

Le dichiarazioni sono state rilasciate durante un incontro alla Casa Bianca con il presidente libanese Joseph Aoun, quando un giornalista ha chiesto al capo di stato il suo livello di preoccupazione riguardo a una possibile chiusura di quella via strategica.

«Fino ad ora non è successo. Potrebbe succedere, ma noi ci occuperemo della questione», ha risposto Trump davanti alla stampa.

Il mandatario ha ricordato che la sua amministrazione ha già utilizzato la forza contro il gruppo in passato e che il risultato è stato un lungo periodo di calma. «Sono stati circa 45 giorni di azioni molto decisive che abbiamo svolto contro gli hutí, e non abbiamo avuto alcun problema con loro», ha affermato.

La avvertenza arriva un giorno dopo che il portavoce militare houthi, Yahya Sarea, ha annunciato lunedì un embargo marittimo immediato contro le navi collegate a Arabia Saudita nel Mar Rosso, con la minaccia di chiudere lo stretto di Bab al-Mandeb, largo appena 32 chilometri tra lo Yemen e il Corno d'Africa.

Le conseguenze commerciali si fanno già sentire: almeno sei navi hanno fatto retromarcia nelle prime 24 ore dopo gli avvertimenti degli hutí, e due petroliere saudite dirette verso Cina e India hanno deviato il loro tragitto verso il canale di Suez.

Un blocco totale di Bab al-Mandeb potrebbe ridurre l'approvvigionamento mondiale di petrolio del 7%, dato il volume delle esportazioni saudite che transitano attraverso quella via.

L'Arabia Saudita, alleato chiave di Washington, ha condannato l'annuncio degli houthi lunedì e ha promesso di adottare «tutte le misure necessarie» per proteggere le sue imbarcazioni.

Questa escalation rappresenta il confronto più grave tra l'Arabia Saudita e gli hutiti da quando entrambe le parti hanno avviato un processo di avvicinamento sostenuto dall'ONU nel 2022, che ha ridotto drasticamente gli attacchi transfrontalieri senza raggiungere un accordo di pace definitivo.

La rottura di quella tregua si è verificata dopo il bombardamento dell'aeroporto di Sana'a il 13 luglio, che gli houthi hanno attribuito all'Arabia Saudita, sebbene il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale abbia ammesso di aver eseguito l'attacco per impedire l'atterraggio di un aereo iraniano che trasportava una delegazione houthi.

Un blocco nel Mar Rosso aprirebbe un nuovo fronte di tensione regionale in un momento delicato: gli Stati Uniti e l'Iran hanno firmato a giugno un accordo di pace che includeva la riapertura dello stretto di Hormuz, ma gli huthi, sebbene alleati di Teheran, non fanno parte di quel patto e mantengono la loro autonomia operativa.

Trump ha ordinato bombardamenti contro gli hutí nel marzo del 2025, nella prima azione militare della sua seconda amministrazione, in una campagna di circa 45 giorni che ha ridotto drasticamente l'attività del gruppo.

In parallelo, durante la stessa riunione con Aoun, Trump si è detto disposto a dialogare con il gruppo sciita Hizbulá se il presidente libanese glielo avesse chiesto. «Se il presidente dice che vuole che parli con Hizbulá, io lo farò», ha dichiarato il mandatario, ribadendo che «parla con tutti».

Sulla situazione in Libano, Trump ha assicurato che l'esercito israeliano sta avanzando nel suo ritiro dal sud libanese nell'ambito dell'accordo trilaterale firmato il 26 giugno a Washington, anche se quello stesso martedì forze israeliane hanno aperto il fuoco vicino a un'unità dell'esercito libanese a Zawtar al-Gharbiya, una delle zone da cui Israele si era impegnato a ritirarsi.

«Mi sono appena reso conto di questo poco prima di questa riunione, quindi lo analizzeremo», si è limitato a dire Trump riguardo all'incidente.

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