Unión Eléctrica: si prenderanno "le misure del caso" nei confronti dei linieros coinvolti nell'incidente di Calabazar

Liniero al lavoro (immagine di riferimento)Foto © Facebook/Unión Eléctrica Cuba

La Unione Elettrica (UNE) ha emesso questo venerdì un comunicato ufficiale su Facebook che riconosce l'incidente avvenuto la notte di giovedì a Calabazar, municipio Boyeros dell'Avana, in cui due dei suoi lineman sono stati sorpresi da dei vicini mentre vendevano illegalmente l'energia elettrica del quartiere in cambio di denaro.

Secondo quanto riferito dai vicini, gli operai sono stati trovati in stato di ebbrezza, con mazzette di banconote e scatole di birra all'interno del loro veicolo di servizio, mentre davano priorità all'elettricità per mipymes e negozi privati, lasciando il quartiere residenziale con appena un'ora di luce al giorno. Gli stessi residenti li hanno trattenuti fino all'arrivo delle autorità per arrestarli.

Nel suo comunicato, l'azienda statale ha affermato: «Ribadiamo che tale comportamento non è conforme alla condotta, all'etica e ai valori che caratterizzano i nostri lavoratori, i quali quotidianamente si impegnano per portare il servizio elettrico a ogni casa cubana».

Sulle conseguenze per gli implicati, la UNE è stata concisa ma diretta: «Le autorità stanno già seguendo il caso e saranno adottate le misure appropriate, in conformità con la legge e le procedure stabilite».

L'azienda ha anche espresso di ritenere «profondamente che azioni riprovevoli come questa offuschino il lavoro della grande maggioranza della nostra comunità» e ha dichiarato la sua solidarietà con i colpiti.

L'incidente è stato documentato e denunciato su Facebook da una residente del quartiere, identificata come Isol G, che ha descritto la situazione con una frase che è diventata virale: «se la mettono a chi paga». La sua denuncia ha scatenato la reazione dei vicini che ha portato alla trattenuta dei linieri. Parallelamente, altri residenti di Calabazar si sono concentrati davanti alla sede del governo municipale per chiedere risposte riguardo ai prolungati black-out, con la presenza di forze di sicurezza sul posto.

Il comunicato dell'UNE ha generato un'onda di reazioni sui social media, e la maggior parte degli utenti ha respinto l'idea che il caso sia eccezionale. «Arriveranno nuovi casi simili. Non accade solo a Calabazar. Tenete da parte il comunicato così non dovrete riscriverlo, basta cambiare il nome del luogo», ha scritto un utente. Un altro è stato più incisivo: «Non sono solo due. Questi sono quelli scoperti... ma ce ne sono molti altri... e di livello superiore. Quindi, indagate».

Varii commenti hanno evidenziato che la corruzione all'interno del sistema elettrico è un fenomeno diffuso in tutta l'isola. «Davvero? Questo avviene dal Cabo San Antonio fino alla Punta de Maisí, smettetela con le battute», ha scritto un'utente. Un'altra persona ha rilevato: «Questo succede in tutta Cuba, si privilegiano le zone d'affari». Un terzo commento ha riassunto il sentimento generale: «Non preoccupatevi, qui a Cuba la corruzione non inizia con quelli di sotto, finisce con quelli di sotto».

Anche gli internauti hanno citato casi simili a Cojímar, Villa Clara, Cárdenas, San Antonio e Gibara, a Holguín, il che rafforza la percezione che il problema trascenda Calabazar. «Cara UNE, sappiate che oggigiorno in questo nostro paese decadente, per ricevere un servizio di qualità da parte dei vostri lavoratori è necessario pagare affinché lo facciano in modo rapido [...] Ma non è un fatto isolato, succede in tutto il paese. Non cercate di nascondere il sole con un dito», ha scritto un altro internauta.

Il episodio si colloca nella peggiore crisi elettrica della storia recente di Cuba: fino ad ora nel 2026, il Sistema Elettroenergetico Nazionale è collassato almeno cinque volte, i blackout all'Avana mediamente variano tra le 20 e le 24 ore al giorno, e il deficit di generazione ha superato più volte i 2.100 MW nelle ultime settimane, lasciando senza elettricità contemporaneamente il 70% del paese. A maggio 2026, l'Osservatorio Cubano dei Conflitti ha registrato 1.311 proteste, il numero più elevato dal 11 luglio 2021.

Casistiche simili di vendita illegale di elettricità da parte di lavoratori della UNE sono state documentate a Mantilla —dove si è arrivati a offrire elettricità per 200 dollari— e a Guantánamo e Sancti Spíritus, dove sono proliferati affari privati non autorizzati collegati a circuiti prioritari. 

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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