Trasferisci mille pesos e ricevi 600 in contanti: denunciato un affare abusivo a poche isolati dal Partito Comunista a Santiago di Cuba

Denunciano un'attività con denaro contante a Santiago di CubaFoto © Collage Facebook/Ericka Castellanos Abad e CiberCuba

Una figura culturale di Santiago di Cuba ha denunciato giovedì su Facebook un'attività informale che opera alla luce del sole accanto agli sportelli di uno degli edifici noti come «18 piani»: chi trasferisce 1.000 pesos cubani riceve appena 600 pesos in contante, una commissione abusiva del 40% che viene riscosso quotidianamente di fronte alla passività delle autorità.

La denuncia è stata firmata da Ericka Castellanos Abad, poetessa e medico, in un testo intitolato «Biodescodificazione / Chi lo permette?».

L'autrice racconta di aver fatto da testimone in quella transazione: «Questo pomeriggio sono stata di compagnia, quasi garante per l'ingiustizia che avviene quotidianamente nel domino che si gioca accanto alla vecchia banca di 18 piani a Sande Cuba».

Castellanos non si limita a descrivere il fatto. Lo trasforma in una prova politica: «Trasferire 1.000 pesos cubani per ricevere 600 pesos cubani in contante è il peggior abuso, e che questo accada a poche strade di distanza dal Partito Provinciale è tanto vergognoso quanto una prova schiacciante del significato che ha il popolo per la massima élite del potere nazionale».

Castellanos Abad va oltre nella sua analisi e indica il Partito Comunista come principale responsabile del disordine che vive l'isola, sebbene non esenti né l'embargo statunitense né ciò che lei definisce la «società civile mal gestita».

Descrive uno «sciopero silenzioso a braccia incrociate» e un'economia sommersa che sfida il controllo statale: «Viviamo nella legge della giungla, dove solo prestanome della mafia che oggi lucra grazie ai vantaggi forniti dalla pseudo direzione del paese».

L'autrice sottolinea anche la corruzione istituzionale: «Molti funzionari danno priorità ai propri interessi personali rispetto al benessere della popolazione».

E si conclude con una richiesta diretta di cambiamento dall'interno: «È il popolo che deve cambiare il governo a Cuba, che deve riformare».

Il suo ultimo appello è per una rinnovazione senza eufemismi: «Né granchi né vampiri né apostati né cambia-casacca, gente capace di far rispettare le leggi, di portare a termine le riforme, ciascuna delle trasformazioni».

Il negozio denunciato opera accanto a una filiale del BANDEC (Banco de Credito e Commercio di Cuba) in Avenida Victoriano Garzón, a poche isolati dalla sede del Comitato Provinciale del Partito Comunista.

Ese stesso sportello è già stato teatro di arresti simili. Nel settembre del 2025, la Polizia Nazionale Rivoluzionaria ha arrestato lì due uomini —identificati come Leodan e Yunior— che chiedevano una commissione del 15% per convertire trasferimenti in contante, e sono stati sequestrati oltre 250.000 pesos e diverse carte magnetiche.

En maggio scorso, nuove detenzioni a Santiago di Cuba hanno documentato commissioni tra il 35% e il 50%. La cifra denunciata da Castellanos Abad —il 40%— rientra esattamente in quel range.

Il fenomeno è una conseguenza diretta della bancarizzazione forzata imposta dal regime a partire da agosto 2023, che ha obbligato i pagamenti digitali senza garantire liquidità nel sistema bancario.

Il risultato è stato un mercato nero per la conversione delle trasferenze in banconote fisiche che oggi opera senza dissimulazione.

La stampa ufficiale cubana ha ammesso questo mese il fallimento del sistema di pagamenti per trasferimento, e i dati del 2026 indicano che solo il 3,77% delle transazioni a Cuba sono digitali.

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