Cubana denuncia 12 giorni senza fornitura d'acqua a Marianao

La giovane si sfoga nella sua direttaFoto © Captura de video X / @CubanoPaparazzi

Una giovane residente di Marianao ha girato questo lunedì un video di denuncia in cui ha raccontato che la sua comunità era senza acqua potabile da 12 giorni consecutivi, una situazione che ha definito «sfacciata» e per la quale ha chiesto una soluzione entro 24 ore.

Nella registrazione, diffusa su social media dal influencer Alain Paparazzi Cubano, la giovane ha spiegato che l'unica volta che è arrivata acqua nell'area è stata «un filino» che non ha raggiunto a riempire alcun recipiente.

Ante quel vuoto, le cisterne private sono diventate l'unica alternativa, ma a un costo che lei considera inaccettabile: 45.000 pesos cubani per un servizio d'acqua che a marzo —appena quattro mesi fa— oscillava attorno ai 7.000 pesos.

«Fino a quando durerà il sopruso? Ci tolgono la luce, ci tolgono l'acqua. Cosa ci toglieranno ancora?», chiese con evidente indignazione.

La giovane ha anche sottolineato le conseguenze pratiche della scarsità: il cibo si deteriora e la vita quotidiana diventa insostenibile. «Il cibo si rovina, non gli importa nulla. E se a voi non importa la famiglia di qualcuno, a noi non deve importare di voi», ha affermato.

Riguardo al mercato informale delle pipe, è stata categorica: «Non pagherò nessuna pipe, perché non ne ho voglia. Perché l'acqua è qualcosa che tutte le persone dovrebbero avere. Qualcosa che non dovrebbe neanche essere richiesto».

Il suo messaggio si è concluso con una richiesta diretta: «Esigo che ci mettano l'acqua entro 24 ore. Non è una minaccia, sono una cittadina normale, comune, che è anche arrivata al limite, del fatto che voi abbiate tutto, e che noi dobbiamo fare di necessità virtù per avere anche solo un po', e persino quello volete toglierci».

Il prezzo di 45.000 pesos menzionato dalla denunciante si colloca all'estremità superiore del mercato informale della capitale, dove i carichi standard oscillano tra 18.000 e 26.000 pesos cubani, con picchi che arrivano fino a 50.000 in zone con maggiore deficit. Per contestualizzare l'impatto: il salario minimo a Cuba è di 2.100 pesos, il che rende una sola pipa equivalente a tra gli otto e i 21 salari minimi.

Marianao è uno dei municipi più colpiti della capitale da questa doppia crisi. Il problema strutturale è che l'87% del sistema idrico de L'Avana dipende dalla rete elettrica per far funzionare le sue pompe, e i blackout di luglio 2026 raggiungono tra le 22 e le 30 ore giornaliere, rendendo inefficaci qualsiasi tentativo di pompaggio.

La magnitudine della crisi idrica nella capitale non ha smesso di crescere: ad aprile 2026 circa 200.000 persone già soffrivano di problemi di approvvigionamento; a maggio il numero è salito a 376.000 persone colpite a L'Avana; e questo mese, secondo gli specialisti dell'azienda statale Aguas de La Habana, più di mezzo milione di habaneri soffre la crisi. A livello nazionale, circa 2,7 milioni di cubani affrontano la scarsità d'acqua quotidianamente.

Marianao accumula un passato di proteste nel 2026 direttamente legate a questa situazione. Il 1° luglio, i residenti del quartiere Zamora sono scesi in strada con pentole e coperchi urlando «Libertà!» e «acqua e corrente» dopo oltre 24 ore senza elettricità e giorni senza acqua.

Il 6 luglio, un'altra residente dello stesso quartiere ha denunciato una settimana intera senza acqua e 38 ore consecutive senza elettricità. Prima, a giugno, si erano già verificati cacerolazos a Marianao per mancanza di acqua corrente.

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Redazione di CiberCuba

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