Negozio rotondo con la sete del popolo: fino a settemila pesos per una cisterna d'acqua di fronte al collasso dell'Acquedotto a Las Tunas



Le autorità riconoscono gravi difetti tecnici, perdite e un deficit di pompaggioFoto © Periódico 26

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Il collasso del sistema di approvvigionamento idrico a Las Tunas ha fatto schizzare il mercato informale delle cisterne, i cui prezzi possono raggiungere i 7.000 pesos a viaggio, mentre le autorità riconoscono gravi difetti tecnici, perdite e un deficit di pompaggio.

L'aumento dei costi per la fornitura tramite cisterne d'acqua è diventato una delle conseguenze più visibili della crisi di approvvigionamento che affronta la provincia orientale, ha riconosciuto questo venerdì il giornale ufficiale 26.

Secondo quanto riconosciuto dalle autorità del sistema idrico, i residenti hanno denunciato prezzi fino a 7.000 pesos per un viaggio di rifornimento, equivalente a più di tre stipendi minimi (2.100 pesos).

Ante queste lamentele, il direttore municipale dell'Acquedotto e Fognatura nella città capoluogo, David Legrá, ha spiegato che nei punti di carico controllati dall'azienda non è più permesso rifornire trattori non autorizzati.

Secondo l'ufficiale, possono operare solo i camion cisterna appartenenti al sistema statale o formalmente associati a enti autorizzati.

Nonostante questi controlli, l'elevato costo del servizio riflette la crescente pressione sulla fornitura, in un contesto in cui molte comunità dipendono da questo meccanismo alternativo per ottenere acqua.

Deficit strutturale

Il sistema di acquedotto provinciale sta attualmente affrontando un deficit strutturale. La città di Las Tunas necessita di tra 600 e 700 litri al secondo per mantenere un ciclo di distribuzione stabile ogni tre giorni, ma il sistema riesce a pompare solo tra 420 e 430 litri al secondo.

Uno dei principali punti di approvvigionamento, la stazione di Rincón, ha una capacità di 500 litri al secondo, anche se attualmente fornisce solo circa 375 litri con tre pompe in funzione. Una quarta pompa è in riparazione dopo aver subito danni durante un ciclone.

A Piedra Hueca, che dovrebbe fornire 110 litri al secondo, il pompaggio è stato ridotto a circa 50 litri a causa della rottura di una pompa inviata in riparazione. Una situazione simile si verifica nel sistema di Callejo, dove sono stati rilevati anche diversi scarichi e manomissioni illegali.

La riduzione del volume disponibile spiega perché molte zone periferiche della città non ricevono acqua regolarmente.

Situandosi alla fine dei circuiti di distribuzione, questi quartieri dipendono dalla pressione generata dall'intero sistema, attualmente insufficiente.

Le autorità riconoscono anche perdite significative d'acqua lungo la rete. Nella conduttura che collega Río Ramírez con la località di Omaja, per esempio, ci sono vari punti di fuoriuscita di grande entità che fanno sì che dai 28 litri al secondo che dovrebbero arrivare all'impianto ne giungano soltanto tra i 12 e i 15.

A queste perdite si aggiungono sversamenti illegali di acqua per l'agricoltura, risaie e allevamento di animali, una pratica che, secondo le stesse autorità, aggrava la crisi dell'approvvigionamento.

Problemi simili vengono segnalati a Jobabo, dove la manipolazione illegale delle valvole del sistema ha deteriorato una condotta installata nel 2018 e facilita l'estrazione irregolare di acqua.

La provincia dispone di 206 stazioni di pompaggio per la fornitura di acqua, anche se diverse rimangono fuori servizio a causa di rotture o mancanza di risorse, come ha spiegato il direttore provinciale di Acquedotto e Fognature, Oscar Carralero.

Uno degli scenari più complessi si trova nel comune di Puerto Padre. Lì, la stazione di pompaggio dello stadio è stata ferma per circa 15 giorni a causa della rottura di una pompa, il cui trasporto all'unico laboratorio specializzato, situato a San José de las Lajas, Mayabeque, è stato complicato dalla carenza di carburante.

Nello stesso territorio, il sistema di pompaggio de La Trocha è attivo da una settimana con un'attrezzatura alternativa che ha consentito una certa stabilità, sebbene senza soddisfare completamente la domanda.

Impatto della crisi energetica

L'instabilità dell'approvvigionamento elettrico influisce anche sul funzionamento del sistema. Le autorità mantengono una coordinazione quotidiana con l'Unione Elettrica per proteggere i circuiti strategici, ma i blackout continuano a influenzare il pompaggio.

Las Tunas è diventata un punto di riferimento nazionale nell'uso di sistemi fotovoltaici per l'approvvigionamento idrico. Attualmente, esistono 142 stazioni equipaggiate con pannelli solari, anche se 19 rimangono ferme per varie problematiche tecniche.

Nonostante gli investimenti effettuati negli ultimi anni, compresa la consegna di 12 pompe aggiuntive, le autorità riconoscono che la crisi idrica nella provincia non è solo un problema tecnico o energetico, ma anche sociale.

“Ci sono luoghi dove arriva l'acqua e viene sprecata,” ha avvertito Legra, sottolineando che gli sprechi e le illegalità nella rete influiscono anche sul fatto che molte comunità rimangano senza accesso regolare al servizio.

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Redazione di CiberCuba

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