Díaz-Canel esprime il suo cordoglio per la morte di Raúl Roa Kourí, che «ha dato prestigio ai suoi due cognomi»

Díaz-Canel ha lamentato su Facebook la morte del diplomatico Raúl Roa Kourí, scomparso all'età di 89 anni, sottolineando che «ha dato prestigio ai suoi due cognomi».

Raul Roa KouríFoto © Cubadebate

Video correlati:

Miguel Díaz-Canel ha espresso lunedì le sue condoglianze per la scomparsa del veterano diplomatico del regime Raúl Roa Kourí, deceduto domenica a 90 anni, attraverso un messaggio pubblicato sul suo profilo Facebook.

«Con profondo dolore abbiamo appreso della scomparsa di Raúl Roa Kourí, che ha onorato i suoi due cognomi, già iscritti nella storia di Cuba per i suoi straordinari contributi all'indipendenza, alla cultura, alla medicina e alla diplomazia, con un'opera intellettuale e diplomatica ammirevole», ha scritto il governante cubano.

Díaz-Canel ha esteso le sue condoglianze alla vedova di Roa Kourí, identificata come Lilita, così come alle sue figlie, nipoti, amici e compagni del nucleo del Partito Comunista di Cuba nella UNEAC (Unione degli Scrittori e Artisti di Cuba), dai quali ha detto di aver ricevuto «analisi preziose sulla complessa realtà del paese».

Il messaggio si è concluso con una frase di tono elogiante: «Raúl Roa Kourí ha agito da patriota cubano fino all'ultimo dei suoi giorni».

Roa Kourí era nato il 9 luglio 1936 all'Avana, quindi morì a soli quattro giorni dal compiere 90 anni.

Era figlio unico di Raúl Roa García, conosciuto come il «Cancelliere della Dignità», che ha ricoperto il Ministero degli Affari Esteri di Cuba dal 1959 al 1976.

La coincidenza temporale non è passata inosservata: la morte di Roa Kourí è avvenuta sette giorni dopo il 44° anniversario della scomparsa di suo padre, avvenuta il 6 luglio 1982.

La notizia è stata comunicata da Juan Antonio Fernández Palacios, ambasciatore cubano in Belgio e presso l'Unione Europea, che lo ha ricordato come «l'intellettuale e diplomatico sagace, verbo colto e mente brillante».

Roa Kourí ha dedicato più di tre decenni al servizio estero cubano. La sua carica più lunga è stata quella di ambasciatore presso la ONU a New York, ruolo che ha ricoperto per 14 anni. Ha anche svolto funzioni diplomatiche a Praga, Parigi, Roma, Città del Messico, Brasilia e Santiago del Cile, ed è stato ambasciatore presso la Santa Sede, viceministro delle Relazioni Estere e segretario permanente per le questioni del Consiglio di Assistenza Economica Mutua.

Dominava cinque lingue —spagnolo, inglese, francese, italiano e portoghese— e lasciò un'opera letteraria che include titoli come La Battaglia a Ginevra (1989), Nel Torrente —Premio Casa de las Américas 1999— e Memoria di Mondi Vari (2012).

Negli ultimi anni presiedeva la Cattedra Onoraria «Raúl Roa García» dell'Istituto Superiore di Relazioni Internazionali, fucina della diplomazia del regime cubano, che nel giugno del 2026 è stata elevata al rango di Università, appena un mese prima della sua morte.

La giunta direttiva di quella cattedra ha qualificato la sua scomparsa come una «perdita significativa per la diplomazia cubana e per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscere la sua esemplare vocazione al servizio, la sua integrità, la sua saggezza e il suo costante impegno nella preservazione e diffusione del pensiero e dell'opera di Raúl Roa García».

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.