
Video correlati:
Raúl Roa Kourí, diplomatico di lunga data del regime cubano, è deceduto domenica scorsa all'età di 89 anni, a pochi giorni dal compimento dei 90, come confermato sui social media dall'ambasciatore cubano in Belgio e dall'istituzione che ha presieduto negli ultimi anni.
Era figlio unico di Raúl Roa García, il cosiddetto «Cancelliere della Dignità», che ha ricoperto la carica di cancelliere cubano dal 1959 al 1976 ed è diventato uno degli intellettuali più emblematici della Rivoluzione.
La notizia è stata resa nota da Juan Antonio Fernández Palacios, ambasciatore cubano presso il Regno del Belgio e l'Unione Europea, che ha espresso sui suoi social media: «Costernato per la triste e inaspettata notizia della scomparsa di Raúl Roa Kouri. Lo ricorderemo come l'intellettuale e diplomatico sveglio, dal verbo colto e dalla mente brillante. Da lui abbiamo imparato dalle tribune dell'ONU, da New York a Ginevra. Condoglianze profonde».
La giunta direttiva della Cattedra Onoraria «Raúl Roa García» dell'Istituto Superiore di Relazioni Internazionali, presieduta dallo stesso Roa Kourí, ha anche confermato la sua scomparsa, qualificandola come una «perdita significativa per la diplomazia cubana e per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscere la sua esemplare vocazione al servizio, la sua integrità, la sua saggezza e il suo costante impegno per la preservazione e la diffusione del pensiero e dell'opera di Raúl Roa García».
Nato a L'Avana il 9 luglio 1936, Roa Kourí dedicò più di tre decenni al servizio estero del regime cubano.
Il suo incarico più lungo è stato quello di ambasciatore presso l'ONU a New York, ruolo che ha ricoperto per 14 anni.
Inoltre, ha svolto funzioni diplomatiche a Praga, Parigi, Roma, Città del Messico, Brasilia e Santiago del Cile, ed è stato anche ambasciatore presso la Santa Sede, vice ministro degli Affari Esteri e segretario permanente per le questioni del Consiglio di Aiuto Mutuo Economico.
Dominava cinque lingue —spagnolo, inglese, francese, italiano e portoghese— ed è stato collaboratore abituale di pubblicazioni come Bohemia, Casa de las Américas, La Gaceta de Cuba e Opus Habana, oltre che dei giornali habaneri El Mundo e Revolución.
Come scrittore, ha lasciato titoli come La Battaglia a Ginevra (1989), En el Torrente —Premio Casa de las Américas 1999— e Memoria di Mondi Vari (2012).
La sua morte avviene appena sette giorni dopo il 44° anniversario della scomparsa di suo padre, avvenuta il 6 luglio 1982, con cui ha condiviso non solo il nome ma anche la vocazione di fare della parola uno strumento della politica estera cubana.
Archiviato in: