Ambasciatore degli Stati Uniti avverte su Cina e Russia a Cuba: «Questa amministrazione non lo tollererà»

L'ambasciatore Mike Waltz ha avvertito che Cina e Russia gestiscono strutture di spionaggio a Cuba e che l'amministrazione Trump non lo tollererà più.

Mike Waltz, Ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite.Foto © Redes Sociales

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L'ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha affermato domenica scorsa che il regime cubano rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale americana a causa della presenza di strutture di intelligence cinesi e russe sull'isola, e ha assicurato che l'amministrazione di Donald Trump non tollererà questa situazione.

«Ci sono ancora molteplici siti cinesi che raccolgono informazioni intorno alle nostre basi militari a Cuba. Sia i cinesi che i russi: il regime cubano non è solo una minaccia per il proprio popolo, è una minaccia per la sicurezza nazionale. Questa amministrazione non lo tollererà ancora per molto», ha dichiarato Waltz in un frammento di un'intervista a Fox News diffuso su rete sociale X.

Le dichiarazioni arrivano in una settimana segnata dal quinto anniversario delle proteste dell'11 luglio 2021 e da un nuovo scambio di accuse tra Washington e L'Avana.

Il lunedì scorso, durante una sessione dell'Assemblea Generale dell'ONU, Waltz ha dato vita a un acceso confronto con il cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla, il quale è stato accusato di rappresentare un regime «illegittimo e brutale» mentre mostrava fotografie di prigionieri politici cubani.

Quando Rodríguez lo ha definito «bugiardo», il diplomatico statunitense ha risposto: «Questo non è La Habana. Questi sono gli Stati Uniti d'America, l'ONU, e non ci faremo mettere a tacere».

Nella stessa sessione, gli Stati Uniti hanno nuovamente chiesto alle Nazioni Unite la liberazione dei prigionieri politici cubani e hanno difeso il diritto del popolo dell'isola a vivere in libertà.

La preoccupazione per le basi di intelligenza

L'avvertimento di Waltz arriva in un contesto di crescente preoccupazione da parte di Washington per l'attività di Cina e Russia nel territorio cubano.

Un rapporto del Centro di Studi Strategici e Internazionali (CSIS) afferma che in Cuba operano almeno 12 strutture di intelligence di segnali collegate alla Cina. Tra le principali ci sono quelle di Bejucal, El Wajay, Calabazar e El Salao, quest'ultima situata a circa 70 miglia dalla Base Navale di Guantánamo.

In giugno, nuove immagini satellitari hanno rivelato attività recente nell'installazione di Bejucal, inclusa la completamento di una grande antenna di intercettazione, che ha nuovamente suscitato preoccupazione tra le autorità statunitensi.

La Russia mantiene anche un'importante infrastruttura di intelligence sull'isola, considerata dagli analisti come una delle sue principali piattaforme di raccolta informazioni al di fuori del suo territorio. Inoltre, opera due stazioni del sistema di navigazione satellitare GLONASS.

La cooperazione militare tra Mosca e L'Avana ha attirato nuovamente l'attenzione nel giugno del 2026, quando una flottiglia navale russa, composta tra l'altro da sottomarini a propulsione nucleare Kazan, ha fatto visita al porto dell'Avana. A seguito di questo dispiegamento, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha affermato che Cuba rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti per aver permesso l'uso dei suoi porti da parte di imbarcazioni militari russe.

Informi di intelligence pubblicati tra il 2025 e il 2026 indicano inoltre che Cina e Russia hanno aumentato significativamente la loro presenza di personale di intelligence a Cuba dal 2023.

A giugno, il segretario di Stato Marco Rubio ha difeso davanti al Senato la permanenza di Cuba nella lista americana degli Stati sponsor del terrorismo, argomentando, tra le altre ragioni, la presenza di infrastrutture di intelligence straniere nell'isola e il sostegno del regime a organizzazioni armate come l'ELN e le FARC.

Dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, la sua amministrazione ha inasprito la politica nei confronti di La Habana. Il 20 gennaio 2025 ha reinserito Cuba nella lista degli Stati sostenitori del terrorismo e, da allora, ha imposto oltre 240 nuove sanzioni, tra cui un'ordinanza esecutiva firmata nel maggio del 2026 che limita l'ingresso negli Stati Uniti per i funzionari del regime e i loro familiari adulti.

Da parte sua, Miguel Díaz-Canel ha respinto le accuse riguardanti l'esistenza di basi cinesi a Cuba e le ha definite parte di una «campagna di intimidazione». Tuttavia, le dichiarazioni di Waltz dimostrano che la presenza di infrastrutture di intelligence cinesi e russe sull'isola continua a occupare un ruolo centrale nelle preoccupazioni di sicurezza nazionale di Washington.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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