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Yunierkis Gómez Lozano, conosciuta come Yunita, di 43 anni e madre di due figli adolescenti, ha perso la vita giovedì a Cumanayagua, nella provincia di Cienfuegos, dopo essere caduta da un tetto durante una colluttazione con il suo compagno, che successivamente si è tolto la vita. Il caso è stato denunciato pubblicamente domenica dal Osservatorio di Genere di Alas Tensas (OGAT), che lo registra come il femminicidio numero 40 a Cuba dall'inizio del 2026.
Secondo la denuncia di Alas Tensas, l'OGAT ha verificato con fonti comunitarie i precedenti di violenza all'interno della coppia, confermando così il contesto femminicida della morte di Yunierkis. L'aggressore era anche il padre dei suoi due figli: una ragazza e un ragazzo, entrambi adolescenti.
L'organizzazione ha espresso le sue condoglianze ai minori, ai familiari e alla comunità di Cumanayagua, sottolineando che la tragedia si verifica «nel contesto della situazione cruenta del paese».
Il caso porta a 40 i femminicidi confermati a Cuba da gennaio fino a questa domenica, un numero che più che raddoppia i 18 registrati nello stesso periodo del 2025, il che rappresenta un incremento del 112.5%. L'OGAT contabilizza inoltre 19 tentativi di femminicidio e due omicidi di uomini per violenza femminicida dall'inizio dell'anno.
I due femminicidi immediatamente precedenti hanno sconvolto l'isola nei primi giorni di luglio: quello di Dayana Borges, di 26 anni e madre di due bambini, uccisa il 1 luglio a Centro Habana, e quello di Yolexis Virgen Arias Oroceno, di 54 anni, deceduta lo stesso giovedì a Camagüey.
Cienfuegos aveva già registrato un altro femminicidio nel 2026: quello di Yurelis Puente Naranjo, di 44 anni, assassinata l'8 maggio a Juraguá dal suo ex marito, che è stato il caso numero 22 dell'anno.
Il modello che rivelano i dati dell'OGAT è coerente: l'83,3% dei femminicidi a Cuba è commesso da partner o ex partner, il 62,5% avviene nella casa della vittima e il 64,6% viene eseguito con armi bianche. Dal 2019 fino a giugno 2026, gli osservatori indipendenti accumulano 350 femminicidi documentati nell'isola, con un picco storico di 90 casi nel 2023.
Il regime cubano non pubblica statistiche ufficiali sulla violenza di genere né sui femminicidi, pertanto il monitoraggio cittadino e indipendente è l'unica fonte di dati disponibile. L'OGAT è inoltre l'unico osservatorio attivo sull'isola da aprile 2026, dopo la chiusura di Yo Sí Te Creo in Cuba per mancanza di risorse.
L'organizzazione ha anche riferito di aver avviato indagini su 12 possibili femminicidi e tre tentativi segnalati nel 2026 che non sono ancora stati confermati, e ha richiesto l'accesso al rapporto di indagine del caso di Anais Tamayo Puente. Il suo messaggio si conclude con un avvertimento che riassume l'entità della crisi: «Ci stanno uccidendo».
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