Oggi, nel quinto anniversario del storico 11 luglio, il mio impegno verso il popolo cubano è più forte che mai. Quel giorno, il coraggio di un popolo affamato e oppresso che ha osato sfidare il regime ha messo a nudo la codardia di un'élite che sa solo terrorizzare con colpi e paura. Come unico membro della Camera dei Rappresentanti nato sull'isola, non parlo solo come politico; parlo come un figlio della patria che conosce, sulla propria pelle, la miseria che il castrismo ci ha imposto per quasi sette decenni.
La politica degli Stati Uniti non ammette concessioni con questi tiranni. Il mio lavoro al Congresso è implacabile: asfissiare finanziariamente la dittatura e smascherare la sua rete di schiavitù moderna, mal chiamata "missioni mediche", che sfrutta il talento dei nostri professionisti per riempire le tasche dei loro carnefici.
Respingere categoricamente la visione del segretario di Stato, Marco Rubio: con i dictatori non si dialoga, si combattono. Finché ci saranno prigionieri politici —eroi in celle infami—, nostro dovere è inasprire le sanzioni fino a tagliare l'ultimo centesimo che finanzia l'apparato repressivo del regime.
Non è il momento per timidez diplomatiche. La realtà è che il popolo cubano non ha smesso di lottare nemmeno per un giorno. Dai continui cacerolazos contro i blackout alle manifestazioni quotidiane che scoppiano in lungo e in largo per l'isola, la resistenza è costante. Quel coraggio è la nostra bussola e il carburante che ci costringe a raddoppiare gli sforzi a Washington. Ogni grido di libertà all'interno dell'isola ci rafforza in esilio per continuare a denunciare, senza sosta, gli abusi di un regime che si sta sgretolando sotto la propria incapacità.
La mia visione è innegociabile: la fine assoluta del sistema comunista. Non cerco riforme cosmetiche che prolungano solo questo calvario; esigo una transizione verso una vera democrazia, dove il pluripartitismo e la libertà economica siano la norma, non il privilegio di un'élite criminale.
A coloro che oggi resistono sull'isola: la vostra lotta è la nostra lotta. Non daremo un passo indietro. Continueremo a denunciare il regime criminal in ogni corridoio del Capitolio e in ogni foro internazionale. La libertà di Cuba è già palpabile; siamo più vicini che mai.
Patria e Vita! Abbasso la dittatura!
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