Madre cubana: «Abbiamo paura di mostrare la nostra realtà, ma siamo giunti a un punto di non ritorno.»

La cubana Sisi Aguilera ha pubblicato un video virale chiedendo ai suoi connazionali di documentare la crisi umanitaria nonostante la paura di ritorsioni da parte del regime.



Madre cubanaFoto © Captura de video

Una madre cubana identificata come Sisi Aguilera ha pubblicato questo venerdì un video su Facebook in cui invita i suoi connazionali a documentare e diffondere la crisi che vivono nelle loro case, nonostante la paura delle ritorsioni del regime. Il video ha accumulato più di 7.200 visualizzazioni, 572 reazioni e 81 commenti in poche ore.

Il chiamato è arrivato un giorno dopo che Cuba ha subito il suo quarto blackout totale dell'anno, avvenuto venerdì 10 luglio, quando il collasso del Sistema Elettrico Nazionale ha lasciato senza elettricità circa il 73% della popolazione.

«Non è un segreto per nessuno che a Cuba non c'è libertà di espressione, che abbiamo paura di mostrare la nostra realtà perché non sappiamo se ci bussano alla porta, ma siamo arrivati a un punto di non ritorno. I nostri figli non dormono, alcuni non hanno di che mangiare», ha affermato Aguilera nella descrizione della sua pubblicazione.

Nel video, la creatrice di contenuti esplora con la telecamera l'interno della propria casa, di quella di sua madre e di diversi vicini, affinché le immagini parlino da sole.

«Mostrare la realtà delle nostre case può essere un passo molto forte. Affinché il mondo sappia e veda, perché non è la stessa cosa parlarne che mostrarlo, che questa è una crisi umanitaria, che i cubani stanno morendo», ha sottolineato.

Il suo messaggio centrale punta direttamente alla paura che paralizza molti cubani: «Mostrare la realtà non è un reato, non è un peccato. Una realtà che fa paura perché i nostri bambini stanno soffrendo la fame».

Aguilera ha taggato nella sua pubblicazione il segretario di Stato Marco Rubio e l'account ufficiale della presidenza degli Stati Uniti, indirizzando la sua denuncia alle autorità statunitensi con una frase concisa: «Cuba chiede aiuto».

Il video viene pubblicato in uno dei momenti più critici della crisi energetica cubana. A Matanzas, i blackout hanno raggiunto 87 ore consecutive; a L'Avana la media è di 15 ore giornaliere, con segnalazioni di fino a 35 ore in alcuni quartieri. Questo sabato, solo il 12,6% della capitale aveva ripristinato l'elettricità in modo parziale.

La crisi elettrica aggrava un'emergenza alimentare altrettanto severa. Un sondaggio di maggio 2026 ha rivelato che il 33,9% delle famiglie cubane ha almeno un membro che va a dormire senza mangiare, nove punti percentuali in più rispetto al 2024. L'80,4% delle famiglie non può cucinare a causa delle interruzioni di corrente e il 48,3% perde cibo per mancanza di refrigerazione.

La paura descritta da Aguilera è supportata da cifre concrete. Il 92% dei giovani cubani afferma di sentirsi limitato nell'esprimersi sui social media per paura di ritorsioni, e la Legge 178/2025 criminalizza la diffusione di immagini e la cosiddetta «disinformazione» sulle piattaforme digitali.

Nel 2025 sono state registrate 529 detenzioni arbitrarie e oltre 3.100 azioni repressive documentate dall'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani.

Tuttavia, sempre più cubani perdono la paura di parlare e usano i social per documentare la loro realtà. Il video di Aguilera si aggiunge ad altri testimoni virali di luglio 2026, come quello di una giovane che ha registrato 80 ore senza luce né acqua, o quello della madre Subdraine Portales, che ha denunciato a giugno la paradossale situazione di vedere Varadero illuminato per il turismo mentre il resto dell'isola rimane al buio.

«Se sei un influencer, se sei un creatore di contenuti, se sei un vicino, se semplicemente mi segui ma hai paura di mostrare quella realtà, ci sono migliaia di modi per farlo», ha concluso Aguilera nel suo appello.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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