Un nonno cubano ha protagonizzato una dura protesta verbale contro il regime di Miguel Díaz-Canel in un video diffuso su Facebook che è rapidamente diventato virale. Pubblicato con il titolo «Con le Sue Parole – Cubano Coraggioso», il video ha superato le 18.000 visualizzazioni e raccoglie un'accorata denuncia sulla crisi economica e sociale che attraversa il paese.
In piedi in mezzo alla strada, l'uomo inizia a descrivere una realtà quotidiana per milioni di cubani: l'accumulo di spazzatura e il deterioramento dei servizi pubblici.
«Con la spazzatura direttamente per le strade. Quattro mesi, cinque mesi, che sono la causa delle malattie. Per i policlinici non ci sono medicinali, non ci sono termometri, non ci sono siringhe. E poi siamo in crisi», afferma.
La sua critica si estende alla scarsità di cibo, alla dollarizzazione parziale dell'economia e ai privilegi che, secondo quanto denunciato, godono i dirigenti alti del paese.
«I ministri hanno tutto. Non escono da Varadero, non escono dai Cayo. Noi no. Non abbiamo riso, non abbiamo dollari e hanno dollarizzato il paese», sostiene.
I segnali più diretti erano rivolti al governante Miguel Díaz-Canel, al quale è stato chiesto di lasciare l'incarico.
«Eh, Canel? Hai appena rinunciato al diavolo», esprime in uno dei momenti più forti del video.
Inoltre attacca il primo ministro Manuel Marrero Cruz, accusandolo di essere distante dalla realtà dei cubani.
«Marrero, tu che non esci mai dalla Francia, sei molto rotondo. Non servi a niente. Sei un bugiardo», dice.
Oltre alle critiche, l'uomo chiede cambiamenti politici. Richiede elezioni libere, mette in discussione il ruolo dell'Assemblea Nazionale e accusa le autorità di aver abbandonato gli ideali martiani che dicono di difendere.
«Fai elezioni libere, sciogli il parlamento. A cosa ci serve un parlamento che non rappresenta il popolo?», chiede.
La testimonianza riflette anche le difficoltà quotidiane che molte famiglie cubane devono affrontare. Parla dell'alto prezzo dei dolci per i bambini, delle limitazioni nell'acquisto di carburante attraverso il sistema digitale di assegnazione dei turni e dei prolungati blackout.
«Ci hanno acceso la luce alle quattro del mattino, ma che cosa è questa», si lamenta.
Le sue parole si inseriscono in un contesto di profonda crisi sull'isola. Cuba affronta una grave carenza di cibo, medicinali e combustibile, mentre i blackout si prolungano per ore in buona parte del paese e il sistema elettrico ha subito diversi crolli nazionali nel corso del 2026.
Il video si conclude con un messaggio rivolto a papa Leone XIV.
«Per favore, pregate affinché questi entrino in ragione. Che il popolo di Cuba sia felice», chiede l'uomo.
L'audiovisivo si aggiunge alle numerose denunce dei cittadini che sono circolate sui social network negli ultimi mesi, dove sempre più cubani utilizzano queste piattaforme per esprimere pubblicamente la loro frustrazione per il deterioramento delle condizioni di vita nell'isola.
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