Una residente di Gibara denuncia in una lettera aperta oltre 20 ore al giorno senza luce, 20 giorni senza acqua e speculazione incontrollata

"Le code nelle banche sono eterni, le carte non si connettono e i bonifici sono un sogno quando non c’è copertura. Non posso comprare, non posso pagare, non posso sopravvivere se i miei soldi sono sequestrati in un sistema che non funziona. Ho bisogno di una soluzione immediata per accedere ai miei fondi."



Gibara (Immagine di archivio)Foto © Wikimedia Commons

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Una vicina di Gibara, nella provincia di Holguín, ha pubblicato lunedì su Facebook una lettera aperta indirizzata alle autorità locali nella quale denuncia cinque crisi simultanee che, secondo lei, rappresentano il sentimento di «centinaia di vicini che vivono in silenzio la stessa via crucis».

La autrice, identificata come Esther María, indirizza il suo scritto al Primo Segretario del Partito Comunista, al Delegato della Circoscrizione e al Presidente dell'Assemblea Municipale del Potere Popolare di Gibara, esigendo risposte concrete di fronte a una situazione che definisce insostenibile.

Riguardo ai blackout, la lettera è contundente: «Più di 20 ore senza corrente elettrica sono diventate la norma, e in alcune occasioni abbiamo sfiorato le 56 ore di fila senza servizio».

L'autrice sottolinea che la mancanza di elettricità impedisce di conservare gli alimenti, caricare i telefoni e mantenere un minimo di sicurezza notturna, e richiede un piano reale di manutenzione insieme a una comunicazione onesta da parte delle autorità.

Il problema dell'acqua è altrettanto grave: «Più di venti giorni senza una goccia nei tubi. Le fonti di emergenza, quella risorsa che dovrebbe essere sacra, sono quasi asciutte perché nessuno le ha protette in tempo», scrive Esther María.

Ante quel vuoto, gli speculatori hanno fissato prezzi abusivi: «Oggi, un serbatoio d'acqua costa 3.000 pesos, una cifra assurda per chi sopravvive con uno stipendio che non ha nemmeno ricevuto».

Quell'ultima frase sottolinea un'altra delle denunce centrali della lettera: al 6 luglio, i lavoratori di Gibara non avevano ancora ricevuto il salario relativo al mese di maggio. «Non posso nutrire la mia famiglia, non posso comprare un medicamento, non posso pagare un debito se voi non garantite la liquidità in tempo e forma», esige l'autrice.

Alla crisi energetica, idrica e salariale si aggiunge il collasso del sistema bancario. Secondo la lettera, «le code in banca sono interminabili, le carte non si connettono e i trasferimenti sono un sogno quando non c'è copertura».

In materia di alimenti, Esther María descrive un aumento brutale dei prezzi: «Ciò che ieri costava cento pesos, oggi vale il doppio o il triplo. Non c'è controllo, non c'è regolamentazione, e mentre voi tacete, la fame cresce».

La situazione di Gibara non è isolata. Lunedì, Cuba ha subito il suo terzo blackout nazionale totale dell'anno, con un deficit di 2.165 MW e il 71% del territorio senza corrente simultaneamente, con 11 delle 16 unità termoelettriche fuori servizio. Holguín è una delle province più colpite: dispone di appena 70 MW per una domanda di 240 MW, il che si traduce in appena tre ore di elettricità per ogni 39 o 40 ore di blackout.

Gibara ha una storia diretta di protesta per la stessa causa. Nel settembre del 2025, decine di abitanti sono scesi in strada dopo oltre 24 ore senza elettricità, gridando «Vogliamo corrente!» e «Libertà!», e il regime ha risposto con almeno sette arresti documentati.

Nella sua lettera, Esther María si definisce come una lavoratrice che paga le tasse e chiarisce che non scrive per confrontarsi: «Non voglio essere una cittadina arrabbiata, voglio essere una cittadina che si fida dei suoi leader. Ma questa fiducia si costruisce con i fatti, non con promesse vuote».

La conclusione della lettera riassume lo stato d'animo di una comunità al limite: «Gibara è la mia casa, ma oggi fa male viverci. La disperazione si respira in ogni angolo, e il silenzio delle autorità non fa altro che amplificare il vuoto».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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