Trump deride pubblicamente la prima ministra italiana Giorgia Meloni alla vigilia del vertice della NATO

Trump ha pubblicato un meme deridendo Meloni poche ore prima del vertice della NATO ad Ankara, aggravando la crisi bilaterale tra Washington e Roma.



Giorgia Meloni e Donald Trump alla Casa Bianca (Immagine di riferimento)Foto © Wikimedia

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La polemica tra Donald Trump e Giorgia Meloni non mostra segni di tregua.

Donald Trump ha pubblicato questo domenica su Truth Social un meme con una fotografia di lui e della prima ministra italiana scattata durante il G7 di Évian-les-Bains, accompagnato da un testo in maiuscolo: «ORDINE DI RESTRIZIONE NECESSARIO» («Se necesita una orden de alejamiento»).

La provocazione è arrivata poche ore prima che entrambi i leader si incontrassero al vertice della NATO ad Ankara, che inizia questo martedì.

Il meme insinua che Meloni sia ossessionata da Trump e che lui abbia bisogno di protezione legale nei suoi confronti.

Pubblicazione di Trump su Truth Social che ha generato immensa polemica (Fonte: Cattura di Truth Social)

L'immagine ha generato costernazione nei circoli ufficiali italiani e ha aggravato una relazione bilaterale che è in caduta libera da mesi.

L'insulto e il suo contesto

La foto del meme è stata scattata durante il G7 di metà giugno, quando Meloni ha richiesto una breve conversazione con Trump per simulare una presunta normalizzazione delle relazioni.

Dopo quell'incontro, Trump ha dichiarato in un'intervista con il canale italiano La7 che la prima ministra gli aveva «supplicato» di fare una foto

«Voleva una foto con me a tutti i costi. Non l'avrei fatto, ma mi ha fatto pena.»

Meloni ha risposto con fermezza: «Le dichiarazioni di Donald Trump sono completamente inventate, sono francamente sbalordita»; e ha aggiunto: «Né io né l'Italia abbiamo mai elemosinato».

Il 20 giugno, Trump è salito su Truth Social con un nuovo messaggio: «Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l'Iran, vuole tornare ad essere amico per migliorare i suoi 'numeri'. No, grazie!».

Meloni ha risposto senza giri di parole: «La mia popolarità non è affare tuo. Ti consiglio di concentarti sulla tua».

Il nuovo meme di questa domenica è l'ultimo capitolo di un’escalation che è iniziata ad aprile, quando Trump ha definito Meloni «inaccettabile» in un’intervista con il Corriere della Sera.

«Pensavo di essere coraggioso, ma mi sono sbagliato», disse allora.

Roma sceglie il silenzio e la cautela

Meloni non ha risposto all'ultimo attacco e il suo ufficio ha rifiutato di fare commenti.

Furono i suoi ministri a uscire per contenere i danni.

Il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, è stato conciso:

«Queste parole si commentano da sole. Abbiamo detto fin dall'inizio che non avremmo risposto a questo tipo di dichiarazioni, quindi passiamo a un altro argomento.»

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che accompagnerà Meloni ad Ankara, ha sottolineato la priorità strategica rispetto alle tensioni personali:

«Le persone passano, ma le relazioni con gli Stati Uniti devono essere mantenute. È fondamentale conservare le relazioni con un alleato così importante», ha dichiarato a Sky TG24.

Desde l'opposizione, la segretaria generale del Partito Democratico, Elly Schlein, è stata più contundente: «Non possiamo accettare attacchi, minacce né insulti da parte di leader stranieri».

Carlo Calenda, del partito Azione, ha qualificato Trump come «un bullo di poco conto e spregevole».

La NATO, il palcoscenico

La cumbre di Ankara è il primo incontro faccia a faccia tra Trump e Meloni da quando è scoppiata la crisi.

Entrambi i leader parteciperanno a un incontro dei capi di governo mercoledì e potrebbero vedersi già martedì durante la cena di apertura.

Il fondamento della rottura ha radici concrete: l'Italia si è rifiutata di consentire l'uso della base aerea di Sigonella, in Sicilia, per operazioni di combattimento durante gli attacchi contro l'Iran.

Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha rivelato che oltre 500 aerei statunitensi sono decollati da basi in Italia a supporto di quell'operazione, sebbene Roma abbia insistito di aver autorizzato solo supporto logistico di routine.

Italia ha annunciato impegni di spesa militare per soddisfare le richieste di Washington: il 2,8% del suo PIL nel 2026 e il 3,8% nel 2028, con l'obiettivo di avvicinarsi al 5% entro il 2035.

Tuttavia, rimane uno dei paesi europei con il minor investimento nella difesa.

Al differendo per l'Iran si aggiunge la accesa difesa di papa Leone XIV che Meloni fece quando Trump attaccò il Sommo Pontefice.

L'analista Alessandro Marrone, dell'Istituto degli Affari Internazionali di Roma, ha riassunto il problema di fondo:

«Questo dimostra ancora una volta l'imprevedibilità di Trump e fino a che punto i sentimenti personali influenzano la politica estera e di difesa degli Stati Uniti in questa amministrazione».

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