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Questo lunedì, gli ottavi di finale del offrono una doppia giornata ad alta tensione: il classico iberico tra Portogallo e Spagna a Dallas apre le danze, seguito dal duello tra Stati Uniti e Belgio a Seattle, con una polemica senza precedenti come sfondo.
Portogallo vs. Spagna: la finale che è arrivata troppo presto
L'AT&T Stadium di Dallas ospiterà una delle partite più interessanti mai viste in una fase eliminatoria mondiale, con due nazionali che figurano tra le grandi favorite per il titolo.
Il Portogallo arriva al crocevia con sentimenti contrastanti dopo la fase a gironi: un pareggio contro la RD Congo, una vittoria schiacciante per 5-0 contro l'Uzbekistan e un pareggio senza gol contro la Colombia lo hanno costretto a qualificarsi come secondo del suo gruppo.
Nei sedicesimi, i lusitani hanno mostrato carattere per eliminare la Croazia per 2-1, con il gol decisivo di Gonçalo Ramos al minuto 90 e Cristiano Ronaldo come riferimento dal dischetto.
La Spagna, al contrario, arriva in uno stato di grazia.
La Roja ha concluso prima nel Gruppo H dopo aver battuto l'Arabia Saudita e l'Uruguay, e negli ottavi ha eliminato l'Austria con un convincente 3-0, con una doppietta di Mikel Oyarzabal —già con quattro gol nel torneo— e un gol di Pedro Porro.
Il precedente più recente tra entrambe le nazionali aggiunge pepe all'incontro: il Portogallo ha battuto la Spagna in finale della UEFA Nations League 2024-25 ai calci di rigore, dopo aver pareggiato 2-2 nei tempi regolamentari.
Stati Uniti vs. Belgio: la polemica su Balogun segna l'atmosfera
Il Lumen Field di Seattle sarà il palcoscenico della seconda partita della giornata, con la squadra di casa che cerca di continuare a scrivere la storia davanti al proprio pubblico.
Il team di Mauricio Pochettino ha conquistato il primo posto nel suo gruppo superando Paraguay e Australia, e negli sedicesimi ha battuto nettamente la Bosnia-Erzegovina per 2-0, con gol di Folarin Balogun e Malik Tillman.
Tuttavia, quella partita ha generato una controversia che ha scosso il torneo: Balogun ha ricevuto un cartellino rosso diretto al minuto 64, ma la FIFA ha revocato la sanzione dopo una telefonata personale del presidente Donald Trump al presidente dell'organismo, Gianni Infantino.
Trump ha celebrato la decisione su Truth Social: «Grazie alla FIFA per aver fatto la cosa giusta e per aver ribaltato una grande ingiustizia».
La reazione del Belgio di fronte alla revoca è stata di stupore: la Federazione Calcistica Belga ha citato l'Articolo 66.4 del Codice Disciplinare della FIFA e ha annunciato che «si stanno valutando tutte le opzioni» di appello.
È la prima volta documentata nella storia dei Mondiali che un presidente degli Stati Uniti interviene direttamente presso la FIFA per annullare una sanzione a un giocatore della sua selezione.
Bélgica, da parte sua, arriva con il morale alto dopo una epica rimonta contro il Senegal: ha recuperato un 2-0 sfavorevole, ha pareggiato alla fine del tempo regolamentare e ha sigillato la qualificazione ai tempi supplementari con un rigore di Youri Tielemans.
Con Romelu Lukaku come riferimento offensivo e l'indignazione per la polemica su Balogun come motivazione extra, i Diavoli Rossi arrivano a Seattle pronti a fermare il sogno americano.
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