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Una riconosciuta psicologa ha avvertito questo domenica che la società cubana ha raggiunto un punto di rottura morale che va ben oltre la violenza visibile.
Roxanne Castellanos Cabrera, Dottoressa in Scienze Psicologiche, ha pubblicato una riflessione su Facebook in cui diagnostica un fenomeno che considera urgente affrontare: la normalizzazione dell'aggressività come forma di vita a Cuba.
Il detonatore è stata la polemica della conga di Matanzas, il cui ritornello «pincha che io te cargo la jaba» è circolato massicciamente sui social media durante i primi giorni di luglio, generando un dibattito nazionale sul deterioramento sociale nell'isola.
Castellanos ha fatto riferimento al romanzo Il signore delle mosche, di William Golding, per illustrare la sua diagnosi.
L'opera racconta di come un gruppo di bambini bloccati su un'isola abbandoni ogni tracciato di civiltà e ritorni a comportamenti primitivi in condizioni estreme.
La psicologa afferma di evocarla «quasi quotidianamente» come metafora dell'attuale Cuba.
«La violenza esercitata da un soggetto di gruppo annulla la ragione e la responsabilità individuale, fungendo da drenaggio delle paure e delle angosce contenute», ha scritto la specialista, confrontando la dinamica del conga virale con la scena del linciaggio di Simón nel romanzo di Golding.
Per Castellanos, il problema trascende gli episodi di sangue.
«In Cuba si sta normalizzando l'aggressività come mezzo per gestire la vita. Metaforicamente va ben oltre atti di sangue», ha sottolineato.
Il linguaggio quotidiano —«lottare per la vita», «battagliare»— è, a suo avviso, evidente di questa naturalizzazione: «Si è naturalizzato anche il supporto a qualsiasi modo di 'lottare' per la vita, perché ognuno 'lotta' come può».
La specialista descrive come questa logica di sopravvivenza a qualsiasi costo abbia permeato anche i legami di solidarietà tra cubani.
«Dobbiamo aiutarci a sopravvivere, in ogni modo possibile, con buone o cattive maniere. Non importa», scrisse, sottolineando che «la jaba» —simbolo popolare di provviste e sostegno— è diventata anche emblema di una solidarietà senza distinzioni etiche.
Il pronunciamiento arriva in un momento di escalation sostenuta della criminalità a Cuba, documentata dall'Osservatorio Cubano di Audit Civico, che ha registrato 2.833 reati verificati nel 2025, un incremento del 115% rispetto al 2024 e del 337% rispetto al 2023.
I femminicidi a Cuba hanno raggiunto 34 casi confermati dall'inizio del 2026, con un aumento del 112,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Dal 2019 fino a giugno di quest'anno si contano 350 femminicidi in totale.
L'attore cubano Ulises Toirac si è espresso anche riguardo al video della conga, affermando che «non dimostra gioia popolare, ma il deterioramento sociale a Cuba».
Non è la prima volta che Castellanos avverte del collasso sociale cubano. Nel settembre del 2025, la psicologa ha messo in guardia sulle conseguenze emotive dell'esodo di massa, descrivendo una famiglia cubana «fratturata e carica di sofferenza» i cui effetti più gravi ricadono su bambini e anziani.
Ora, la sua diagnosi si estende all'intera società: «È urgente mettere l'essere umano al centro dell'attenzione. Perché per quanto si dica che senza economia non si possono migliorare le condizioni di vita, non è nemmeno possibile far progredire un paese con una società fisicamente esausta e moralmente collassata».
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