Aumenta a 2.954 il numero dei deceduti identificati in Venezuela a seguito dei terremoti

Il bilancio ufficiale in Venezuela sale a 2.954 morti dopo i terremoti del 24 giugno, con 16.592 feriti e 942 repliche registrate.



Frane in VenezuelaFoto © TeleSur

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Il bilancio ufficiale dell'emergenza sismica in Venezuela è salito questo sabato a 2.954 deceduti, secondo il rapporto pubblicato dal Ministero del Potere Popolare per la Comunicazione e l'Informazione e diffuso dal Noticiero Venevisión.

La cifra rappresenta un incremento di 309 morti rispetto al bilancio di venerdì, che contava 2.645 vittime.

I terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno scosso il nord del Venezuela il 24 giugno 2026, con epicentri nella zona di Morón, stato Carabobo, e lungo la costa centrale del paese.

L'evento è considerato la più grande catastrofe sismica che abbia colpito il Venezuela in più di un secolo, con gli stati di La Guaira, Caracas, Miranda, Aragua, Carabobo, Lara e Yaracuy tra i più colpiti.

In aggiunta ai deceduti, il bollettino ufficiale di sabato riporta 16.592 feriti —rispetto ai 12.666 del giorno precedente— e 6.462 persone salvate.

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Un totale di 16.309 persone rimangono senza abitazione, mentre 856 edifici sono stati danneggiati e 190 sono crollati completamente. Dalla scossa principale sono state registrate 942 repliche.

L'operazione di risposta mobilita 29.567 effettivi e 26.984 volontari registrati, ai quali si aggiungono 3.281 soccorritori internazionali provenienti da almeno 17 paesi.

Le autorità hanno assistito 83.793 famiglie colpite, allestito 80 campi temporanei, distribuito 9.486 tonnellate di cibo e 472.914 litri d'acqua, e fornito assistenza medica a 22.445 pazienti.

La cifra ufficiale contrasta in modo marcato con le stime degli organismi internazionali.

Il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) ha emesso un Allerta Rossa prevedendo tra 10.000 e 100.000 decessi totali, con una probabilità del 42%, mentre l'ONU e il Comitato Internazionale di Soccorso stimano tra 50.000 e 68.000 persone scomparse.

La piattaforma cittadina «Desaparecidos Terremotos Venezuela» registrava oltre 35.564 persone non localizzate alla chiusura di questo sabato.

Il governo venezuelano non ha fornito un conteggio ufficiale delle persone scomparse, il che ha generato crescenti dubbi sulla trasparenza informativa delle autorità di Nicolás Maduro.

Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD) ha stimato i danni materiali in 6.700 milioni di dollari, equivalente al 6% del PIL venezuelano.

Este sabato si è anche riportato il collasso di una scuola a Caracas nove giorni dopo il terremoto principale, evidenziando la fragilità strutturale che persiste nella capitale.

La Guaira, la zona più devastata, è stata militarizzata e dichiarata zona di disastro sin dai primi giorni, e l'Aeroporto Internazionale di Maiquetía continua a subire gravi conseguenze.

L'evoluzione del numero dei decessi è stata costante, passando dai 164 registrati il 25 giugno ai 2.954 di questo sabato, con l'operazione di soccorso ancora attiva e le repliche che complicano le operazioni sul campo.

La Spagna, da parte sua, ha riportato 34 cittadini deceduti e 11 ancora sepolti sotto le macerie, secondo il suo Ministero degli Affari Esteri.

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