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Cuba affronta questo martedì un altro giorno di interruzioni massicce di elettricità: la Unión Eléctrica prevede un impatto di 2.082 MW durante l’orario di punta notturno, con una disponibilità di soli 1.148 MW di fronte a una domanda massima prevista di 3.200 MW, il che comporta un deficit atteso di 2.052 MW.
Secondo la nota informativa dell'ente statale, lunedì il servizio elettrico ha subito interruzioni per 24 ore, comprese le prime ore del mattino, a causa di una mancanza di capacità di generazione. La maggiore incidenza è stata registrata alle 20:50, quando il deficit ha raggiunto i 2.140 MW con impatto su tutte le province del paese.
Tre unità termoelettriche rimangono ferme: l'Unità 6 della Termoeléctrica Máximo Gómez, nella Zona Speciale del Mariel; l'Unità 6 della Termoeléctrica Diez de Octubre, a Nuevitas; e l'Unità 2 della Termoeléctrica Lidio Ramón Pérez, a Felton.
Altre quattro installazioni sono in manutenzione: l'Unità 5 di Máximo Gómez, l'Unità 3 della Termoeléctrica Ernesto Guevara De La Serna a Santa Cruz, le Unità 5 e 6 della Termoeléctrica Antonio Maceo a Renté, e l'Unità 5 di Diez de Octubre.
A questo si aggiunge che 106 centrali di generazione distribuita rimangono fuori servizio per mancanza di combustibile, insieme alla Patana di Regla, alla Patana di Melones, al Central Fuel di Mariel e al Central Fuel di Moa.
I 54 parchi solari fotovoltaici hanno generato lunedì 5.011 MW/ora con una potenza massima di 708 MW, ma il loro contributo scompare nelle ore notturne, precisamente quando la domanda raggiunge il suo picco e il sistema collassa.
Il panorama di questo martedì si verifica appena cinque giorni dopo il record storico di deficit elettrico a Cuba, registrato il 25 giugno quando l'impatto ha raggiunto i 2.208 MW.
La Termoeléctrica Antonio Guiteras, la più grande centrale del paese, si è reintegrata nel sistema nella mattinata di lunedì, ma il suo ritorno non ha alleviato la crisi: alle sei del mattino la disponibilità totale era di appena 1.100 MW rispetto a una domanda di 2.800 MW. La centrale accumula 16 uscite dal sistema nel 2026 e non riceve manutenzione straordinaria dal 2010, con danni in oltre 500 tubi del recuperatore.
Il direttore dell'impianto, Román Pérez Castañeda, ha riconosciuto a maggio che la centrale necessita di 180 giorni di fermo per un intervento approfondito, ma ha ammesso che «la situazione del paese non lo consente ancora».
Le cause della crisi sono strutturali: decenni senza investimenti in infrastrutture, centrali termoelettriche obsolete e l'interruzione dal gennaio 2026 della fornitura di petrolio venezuelano, che offriva tra 25.000 e 30.000 barili al giorno. L'impatto sulla popolazione è devastante: blackout di 20 a 24 ore al giorno a L'Avana, interruzioni superiori a 48 ore a Granma e Santiago di Cuba, e fino a 85 ore consecutive senza elettricità a Matanzas. Tra marzo e aprile 2026 sono state registrate più di 2.300 proteste collegate ai blackout, nel contesto del peggiore collasso energetico della storia recente di Cuba.
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