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La Centrale Termoelettrica Antonio Guiteras si è sincronizzata con il Sistema Elettrico Nazionale nelle prime ore di questo lunedì, come confermato dalla Unione Elettrica sul suo profilo ufficiale di Facebook: «Nelle ore del mattino di oggi, l'Unità della CTE Antonio Guiteras si è sincronizzata con il SEN».
Il ritorno dell'impianto -il maggiore di Cuba, con una capacità nominale di 250 MW- non cambia lo scenario per i cubani: secondo la nota informativa della UNE del 29 giugno, la disponibilità del sistema alle 06:00 era di appena 1.100 MW di fronte a una domanda di 2.800 MW, con 1.673 MW colpiti.
Per l'orario di punta notturno, le previsioni sono altrettanto fosche: disponibilità di 1.100 MW a fronte di una domanda di 3.150 MW, il che comporta un deficit di 2.050 MW e un impatto stimato di 2.080 MW.
Domenica, la massima affezione ha raggiunto i 2.140 MW alle 20:50, e appena quattro giorni prima, il 25 giugno, è stato registrato il maggior deficit elettrico della storia recente del paese: 2.208 MW alle 20:50, quando oltre il 70% del territorio nazionale è rimasto senza elettricità.
Il ritorno della Guiteras arriva dopo giorni di tentativi falliti. L'impianto ha abbandonato il SEN il 24 giugno alle 17:48 a causa di una perdita d'acqua nella caldaia, appena due giorni dopo essere tornato il 22 giugno. Domenica, un test idraulico ha rivelato nuove perdite che hanno impedito la sua reintegrazione, che sarebbe stata la sua sedicesima uscita dal sistema nel corso del 2026.
Il modello si ripete con una regolarità che lo stesso regime non può più mascherare: l'impianto esce, riceve riparazioni parziali, torna brevemente e ricade nuovamente in malfunzionamento.
La radice del problema è strutturale. La Guiteras accumula più di 38 anni di sfruttamento e non riceve un intervento di manutenzione straordinaria dal 2010. Solo tra gennaio e il 29 maggio 2026, la centrale ha accumulato 293 ore di inattività esclusivamente a causa di difetti nel recuperatore di calore.
Gli specialisti stimano che sia necessario riparare circa 500 tubi e tra 1.000 e 1.200 cordoni di saldatura, un intervento che richiederebbe almeno 180 giorni di fermo. Il direttore della UNE, Román Pérez Castañeda, ha riconosciuto pubblicamente questa necessità, ma ha ammesso che «la situazione del paese ancora non lo consente».
Il ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha promesso quel intervento di manutenzione capitale per la fine del 2025, ma lo ha rinviato a dicembre citando un «problema congiunturale» e lo ha nuovamente annunciato nell'aprile del 2026 senza fissare una data concreta.
Alla debolezza strutturale della Guiteras si aggiunge la paralisi di 106 centrali di generazione distribuita per mancanza di combustibile, equivalenti a 890 MW, e altri 1.203 MW inattivi in impianti strategici come la Patana di Regla, la Patana di Melones, il Central Fuel di Mariel e il Central Fuel di Moa.
Cuba ha bisogno di tra 90.000 e 110.000 barili giornalieri di petrolio per sostenere il suo sistema elettrico, ma ne produce solo 40.000.
L'impatto sulla popolazione è devastante: Matanzas, la provincia in cui si trova la Guiteras, ha accumulato fino a 85 ore consecutive senza elettricità a giugno, mentre L'Avana subisce blackout di fino a 22-24 ore al giorno.
I 54 nuovi parchi solari fotovoltaici hanno fornito 4,870 MWh domenica, raggiungendo una potenza massima di 759 MW a mezzogiorno, ma tale produzione scompare al calar della notte, proprio quando la domanda raggiunge il suo picco e il deficit aumenta vertiginosamente.
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