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Una casa nel quartiere Mariana de la Torre, a Santiago di Cuba, è crollata completamente domenica mattina, e i resti di legno dell'edificio sono stati distribuiti tra i vicini per essere utilizzati come combustibile per cucinare, secondo quanto riporta Aris Arias Batalla, responsabile provinciale delle Operazioni, Soccorso e Sicurezza Acquatica della Croce Rossa Cubana a Santiago di Cuba.
Il crollo è avvenuto intorno alle 7:30 del mattino nell'abitazione numero 406, situata in via 11 tra via 2 e via 4 del quartiere.
La struttura, in legno e coperta di zinco, apparteneva al giovane Andrés Hadfeg Villafañe e mostrava un'inclinazione evidente da tempo, segno inequivocabile del suo avanzato deterioramento.
«La casa di legno con copertura in zinco mostrava un'inclinazione evidente da tempo e purtroppo è crollata questa mattina», ha scritto Arias Batalla, che ha documentato la scena con fotografie.
Fortunatamente, non ci sono stati feriti, decessi né persone bloccate sotto le macerie.
Dopo il crollo, decine di vicini si sono organizzati spontaneamente per classificare i materiali tra i resti.
Lo stesso Andrés Villafañe ha deciso di consegnare le tavole a coloro che lo circondano affinché le utilizzassero come legna per la cottura dei cibi, un gesto che riassume in un'unica immagine la doppia crisi che affligge Cuba: quella abitativa e quella energetica.
Questa scena non è eccezionale a Santiago di Cuba.
La provincia si trova a fronteggiare un deficit abitativo accumulato nel corso di decenni, aggravato dall'uragano Melissa, che nell'ottobre del 2025 ha danneggiato oltre 137.000 abitazioni nella provincia, con 22.000 crolli totali.
Il recupero è stato minimo a causa della scarsità di materiali e della burocrazia statale.
Il quartiere Mariana de la Torre, dove è avvenuto il collasso, è uno dei più vulnerabili della città, con strutture in legno e zinco che accumulano anni di abbandono e deterioramento senza risposta da parte dello Stato.
Alla crisi abitativa si aggiunge l'emergenza energetica. I blackout a Santiago di Cuba possono durare fino a 20 ore al giorno, e la carenza di gas di petrolio liquefatto costringe milioni di cubani a ricorrere a legna, carbone e qualsiasi materiale combustibile disponibile.
In marzo di quest’anno, immagini di stufe a legna sui balconi degli edifici di Santiago sono diventate virali come simbolo di quella quotidiana disperazione.
Che i tavoloni di una casa crollata vengano immediatamente utilizzati per accendere il fuoco non è un aneddoto: è il riflesso di un collasso materiale che il regime cubano non è riuscito — né ha voluto — invertire in decenni.
Solo il 6 maggio scorso, è crollata la facciata di un immobile in via Jagüey, nel centro di Santiago, senza feriti ma con rischio elettrico per i vicini.
Il deficit abitativo a Cuba supera le 800.000 abitazioni a livello nazionale, e Santiago risulta essere una delle province più colpite del paese.
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