Allerta a Matanzas: Rilevato il pericoloso gasteropode gigante africano e si temono la sua espansione

Specialisti del CITMA hanno confermato la presenza della lumaca gigante africana a Matanzas, con rischio di espansione verso Cárdenas e Varadero.



Caracol africanoFoto © Facebook / Fabio López Martínez - Giornalista

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Especialisti del Centro di Ricerca e Tecnologia Ambientale (CITMA) hanno confermato questo mese la presenza del grande lumaca africano (Achatina fulica) in diverse zone della provincia di Matanzas, una specie classificata tra le 100 più invasive e pericolose del mondo secondo l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN).

Il ritrovamento è stato reso noto dal Dr.C. Enrique Ramón Soto Ramírez, biologo della Delegazione Provinciale del CITMA, insieme al ricercatore professor Esteban Pérez Peña, in seguito a una pubblicazione del giornalista Fabio López Martínez.

Gli esemplari sono stati localizzati in modo sistematico nel Reparto Camilo Cienfuegos e nei terreni adiacenti all'ex Terminal degli Autobus, vicino alla linea ferroviaria, nella città di Matanzas.

«È una specie esotica invasiva che crea un conflitto piuttosto significativo», ha dichiarato Soto Ramírez. «Abbiamo notato esemplari sul terreno e persino sopra la vegetazione. Siamo preoccupati perché dobbiamo prendere una decisione urgente».

La pericolosità del mollusco risiede nella sua capacità di ospitare nel proprio organismo platelminti, nematodi, batteri e altri microrganismi, fungendo da vettore per il parassita Angiostrongylus cantonensis, responsabile della meningeoencefalite eosinofila, una malattia che colpisce il sistema nervoso centrale e può risultare mortale.

In aggiunta al rischio sanitario, il gasteropode africano può influenzare oltre 120 coltivazioni diverse, tra cui banana, manioca, agrumi e riso, e la sua capacità riproduttiva —fino a 1.800 uova all'anno con una vitalità compresa tra l'85% e il 95%— rende estremamente difficile il suo controllo una volta stabilito.

Cattura di Facebook

Sebbene non ci sia ancora una conferma ufficiale, gli investigatori hanno espresso preoccupazione per possibili avvistamenti nei comuni di Cárdenas e in aree vicine a Varadero, evidenziando un rischio di espansione verso zone di alto valore turistico e agricolo.

Di fronte alla minaccia, il CITMA sta lavorando a un piano d'azione e ha lanciato un appello urgente alla popolazione affinché non maneggi le chiocciole senza protezione.

«Questi molluschi non possono entrare in contatto diretto con la nostra pelle, occhi o cavità nasali. È obbligatorio maneggiarli con mascherina e guanti», ha avvertito Soto Ramírez.

Il protocollo di eliminazione stabilito prevede la raccolta con guanti, l'esposizione a fuoco intenso o l'immersione in acqua fino ad affogare l'animale — essendo molluschi polmonati, non possono sopravvivere immersi — e successivo interramento a una profondità minima di 0,4 metri.

La conferma a Matanzas rappresenta l'episodio più recente di una piaga in espansione continua in tutta Cuba. Dalla sua prima rilevazione sull'Isola nel 2014, la specie aveva già colpito entro ottobre 2020 14 delle 16 province del paese, con oltre 1.000 focolai attivi in 59 municipi.

Nei mesi precedenti sono stati segnalati nuovi focolai a Granma nell'aprile del 2026, e prima a Camagüey e Artemisa.

«Dobbiamo prendere misure definitive e rapide per l'eliminazione di questi esemplari e prevenire un aumento della loro popolazione», ha affermato il biologo, che ha avvertito che la minaccia «suona ogni giorno con maggiore frequenza» nel territorio matancero.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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