Morales Ojeda parla di «democrazia sindacale» in un paese dove non esistono sindacati indipendenti

Morales Ojeda ha definito «trasparente» il XXII Congresso della CTC, tenutosi con 759 delegati in mezzo alla peggiore crisi economica di Cuba degli ultimi decenni.



Roberto Morales OjedaFoto © Facebook / PCC

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Roberto Morales Ojeda, membro del Buró Politico del Partito Comunista di Cuba, ha affermato questo sabato che il XXII Congresso della Central de Trabajadores de Cuba (CTC) si è svolto «con trasparenza e impegno», come pubblicato nel suo profilo personale di Facebook al termine delle sessioni del congresso dei lavoratori tenutosi all'Havana.

Il congresso, che si è svolto venerdì e sabato con lo slogan «Per Cuba insieme creiamo», ha riunito 759 delegati: 198 presenti fisicamente nel Palazzo delle Convenzioni dell'Avana e 561 collegati in videoconferenza dalle 15 province del paese, in un formato ibrido che lo stesso regime ha attribuito alle «circostanze attuali» del paese.

Miguel Díaz-Canel ha presieduto l'evento, al quale hanno partecipato anche il vicepresidente Salvador Valdés Mesa e l'ex secondo segretario del PCC José Ramón Machado Ventura.

Le sessioni sono state descritte come «rigide, austere e razionali», una descrizione che riflette la profonda crisi economica che attraversa Cuba, con interruzioni dell'elettricità prolungate, scarsità generalizzata e una contrazione del PIL prevista del 6,5% per il 2026, la peggiore dell'America Latina per il secondo anno consecutivo, secondo la CEPAL.

Tra i temi centrali del dibattito vi sono stati il deterioramento salariale causato dall'inflazione, la situazione dei lavoratori che hanno dovuto reorientarsi professionalmente a causa delle difficoltà energetiche e la cosiddetta «democrazia sindacale».

È stata anche analizzata in modo critico la gestione non statale, un settore che già comprende più del 50% dei lavoratori in aree come il trasporto, il commercio, la costruzione, le industrie e le comunicazioni.

Captura di Facebook

Morales Ojeda ha scritto che si è discusso «del ruolo attivo del movimento operaio nelle trasformazioni approvate per rafforzare l'economia e generare risultati che ci permettano di avanzare e superare il difficile momento che sta attraversando il paese», sebbene abbia attribuito la crisi all'embargo statunitense, seguendo il copione abituale del regime.

Il congresso si inserisce nel pacchetto delle 176 trasformazioni economiche approvate dal regime il 18 giugno, che includono l'apertura agli investimenti stranieri in imprese private, la creazione di banche private e l'eliminazione del limite di 100 lavoratori per le piccole e medie imprese.

Díaz-Canel è arrivato al cónclave con il messaggio che i lavoratori devono «creare ricchezza» in quella che ha definito una «economia di guerra».

La CTC è l'unica organizzazione sindacale consentita a Cuba, subordinata al Partito Comunista.

Il nuovo Codice del Lavoro, consultato con oltre due milioni di lavoratori nel 2025, non riconosce il diritto di sciopero né permette sindacati indipendenti, il che rende qualsiasi riferimento a «democrazia sindacale» una contraddizione con la reale struttura del sistema lavorativo cubano.

Per questo sabato era prevista anche l'elezione del nuovo segretariato nazionale della CTC, organismo che da luglio 2025 è guidato da Osnay Miguel Colina Rodríguez, nominato dopo la destituzione di Ulises Guilarte, che ha guidato la centrale sindacale per 12 anni.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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