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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso questo giovedì una sentenza che autorizza il governo di Donald Trump a rifiutare i richiedenti asilo al confine con il Messico senza esaminare le loro richieste, in una decisione che consolida l'agenda migratoria più restrittiva degli ultimi decenni.
Il tribunale ha risolto il caso Noem v. Al Otro Lado con sei voti favorevoli e tre contrari, con la maggioranza conservatrice che sostiene l'Esecutivo e i tre giudici liberali che votano in dissenso.
La chiave legale: Cosa significa «arrivare» negli Stati Uniti?
Il dibattito giuridico ruotava attorno a una domanda concreta: un migrante detenuto nel lato messicano del confine ha «raggiunto» il territorio statunitense secondo la Legge sull'Immigrazione e la Nazionalità?
La risposta della maggioranza è stata negativa.
Il magistrato Samuel Alito, autore dell'opinione di maggioranza, ha sostenuto che «nel linguaggio ordinario, nessuno direbbe che una persona 'arriva a' un luogo - per esempio, una casa, una città o un paese - prima che la persona entri in quel luogo».
Con questo ragionamento, il tribunale ha stabilito che i migranti trattenuti in Messico non hanno attivato i diritti legali che la legge federale riconosce a coloro che «arrivano» nel paese, il che consente alle autorità di rifiutare di elaborare le loro richieste in modo indefinito.
La politica di «metering» e la sua storia
Il verdetto avvalora la pratica conosciuta come metering o controllo degli accessi, che limita il numero di richiedenti asilo che possono presentare il proprio caso ogni giorno nei punti di attraversamento delle frontiere.
Questa politica è stata applicata per la prima volta nel 2016 sotto l'amministrazione Obama in risposta a un'ondata di migranti haitiani al valico di San Diego-Tijuana, e fu formalizzata ed estesa all'intera frontiera meridionale durante il primo mandato di Trump nel 2018.
Il presidente Joe Biden l'ha abrogata nel 2021, e quell'anno un giudice federale della California l'ha dichiarata illegale.
Il Nona Circuito d'Appello ha confermato quella decisione nell'ottobre del 2024, ma la Corte Suprema ha accettato di riesaminare il caso e questo giovedì ha annullato quella sentenza.
I difensori dei diritti umani hanno segnalato che quando questa politica era in vigore, ha generato una crisi umanitaria con migliaia di persone sistemate in rifugi improvvisati in attesa del loro turno.
Reazioni: Celebrazione ufficiale e allerta dei querelanti
James Percival, consigliere generale del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, ha accolto la decisione affermando che «apre uno strumento importante per continuare a garantire la nostra frontiera meridionale».
Melissa Crow, avvocato dei querelanti -l'organizzazione Al Otro Lado, che ha avviato il contenzioso nel 2017-, ha avvertito che la sentenza «dovrebbe suonare l'allerta per chiunque si preoccupi dei diritti umani e dello stato di diritto»; e che «suggerisce che il presidente possa unilateralmente annullare decenni di leggi consolidate e calpestare i diritti legali delle persone se ciò serve alla sua agenda politica».
La disobbedienza della magistrata Sonia Sotomayor: «Moriranno più persone»
La magistrata Sonia Sotomayor ha letto dal banco un ampio riassunto del suo voto dissenziente, accompagnata da Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson, in segno di forte opposizione.
«Più persone moriranno. Più persone cercheranno di attraversare illegalmente la frontiera, e alcune ci riusciranno mentre altre no. Più persone saranno costrette a camminare lungo la frontiera in condizioni pericolose, cercando un porto che le ispezioni», avvertì la magistrata.
In un gesto inusuale, Alito ha risposto dal banco alle critiche di Sotomayor, sottolineando che avrebbe incluso più argomentazioni nel suo riassunto se lo avesse saputo in anticipo.
Un secondo fallimento che colpisce gli haitiani e i siriani
Questo giovedì, la Corte ha emesso una seconda sentenza di 6-3, anch'essa redatta da Alito, che consente al governo di Trump di revocare lo Statuto di Protezione Temporanea (TPS) per circa 350.000 haitiani e 6.100 siriani, lasciandoli esposti alla deportazione.
Entrambi i provvedimenti rafforzano il sostegno giuridico alla politica migratoria di Trump, che ha ancora in sospeso presso la Corte una decisione sulla cittadinanza per nascita che potrebbe arrivare prima della fine del periodo di sessione.
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