Madre cubana: «Resistere, mantenere la speranza di giorni migliori che non arriveranno mai»

Il testimonio di una madre cubana riflette il costo umano della crisi elettrica: «Ho una bambina con paralisi cerebrale e quando si scaricano i ventilatori inizia a piangere, fradicia di sudore, i mosquitos, e la cosa più rilevante è che non te lo comunicano e non sappiamo a che ora lo riaccenderanno»



La vita in mezzo ai blackout a CubaFoto © Facebook / Arianelis Ramirez

Una madre cubana identificata come Arianelis Ramírez ha condiviso sui social media una riflessione sulle difficoltà che gli blackout causano nella vita quotidiana delle famiglie cubane, un testimonio segnato dalla situazione di sua figlia con paralisi cerebrale e che ha generato migliaia di reazioni.

Nella registrazione, Arianelis appare mentre cucina un soffritto in una padella posizionata su un fornello improvvisato, mentre affronta un altro blackout. Descrivendo le difficoltà generate dalle interruzioni di corrente nella sua casa, ha spiegato che la situazione è particolarmente difficile per sua figlia con paralisia cerebrale: «Quando la batteria dei ventilatori si esaurisce, inizia a piangere, inzuppata di sudore, venerata dai moscerini, e la cosa più rilevante è che non ci avvisano e non sappiamo a che ora la riaccenderanno».

La scena del video dice tutto: una giovane donna, chinata su una padella di ghisa posizionata su mattoni e legno, mentre utilizza un piccolo ventilatore per alimentare il fuoco, mentre cucina fagioli nel cortile della sua casa dalle pareti turchesi.

«Un giorno senza corrente a Cuba non è solo l'assenza di elettricità, è una sfida che si avverte in ogni angolo della vita», ha scritto Arianelis nella descrizione del post. «Il caldo diventa più intenso, gli alimenti rischiano di deteriorarsi e la routine quotidiana si ferma o diventa molto più difficile».

La sua testimonianza arriva in mezzo alla peggiore crisi elettrica della storia recente di Cuba. A giugno del 2026, il deficit di generazione raggiunge quasi 2.000 MW durante le ore di punta, con una disponibilità di appena 970-1.090 MW di fronte a una domanda che arriva fino a 3.200 MW, secondo dati che riflettono il limite del collasso elettrico.

I blackout superano le 20 ore al giorno in province come Granma, Holguín e Matanzas, dove si sono registrate fino a 85 ore consecutive senza elettricità tra il 14 e il 17 giugno. A L'Avana, le interruzioni arrivano a 22 ore.

Il sistema elettrico cubano ha subito sette collassi totali in 18 mesi, incluso un blackout nazionale il 16 marzo 2026 che ha lasciato tutta l'isola senza elettricità per 29 ore. Cuba non riceve navi con combustibile da dicembre 2025.

Il caso di Arianelis non è isolato. Una madre di Ciego de Ávila ha denunciato blackout di oltre 22 ore che rendono difficile la cura dei suoi due figli gravemente malati, e un altro bambino con paralisi cerebrale non ha ricevuto un'ambulanza per mancanza di carburante, nel contesto del collasso del sistema sanitario.

La crisi priva anche 2,7 milioni di persone dell'acqua potabile, poiché l'87% degli acquedotti cubani dipende dalla rete elettrica. Tra il 17 e il 19 giugno, proteste notturne e cacerolazos hanno scosso L'Avana, Matanzas e Santiago di Cuba.

Un studio pubblicato nel maggio del 2026 ha rivelato il devastante impatto psicologico della crisi: il 55,4% degli adulti cubani soffre di depressione estremamente grave, il 66% di ansia severa e il 65,8% di stress estremo.

Arianelis ha chiuso il suo intervento con una frase che ha risuonato tra migliaia di cubani dentro e fuori dall'isola: «Resistere, mantenere la speranza in giorni migliori che non arrivano mai».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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