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Un guasto nella linea di trasmissione tra Rente e Santiago di Cuba ha lasciato martedì l'intera provincia di Granma senza elettricità, dopo che una caduta di tensione ha provocato l'attivazione automatica della linea di 110 kV che fornisce energia alla provincia, secondo quanto riportato dall'Impresa Elettrica di Granma.
L'ente statale ha confermato che «i team tecnici dell'Unione Elettrica sono al lavoro per identificare e correggere il guasto al fine di ripristinare l'erogazione il prima possibile».
L'incidente si verifica in un momento di estrema fragilità del sistema elettrico cubano. Questo martedì, il deficit di generazione nazionale raggiungeva i 1.709 MW, con una disponibilità di appena 1.080 MW a fronte di una domanda di 2.790 MW.
Granma è una delle province più colpite dalla crisi energetica nel 2026.
Alcuni circuiti hanno registrato interruzioni di luce di fino a 72 ore consecutive, e gli stessi abitanti hanno iniziato a chiedere pubblicamente «almeno tre ore di luce» ai dirigenti locali.
L'infrastruttura di trasmissione dell'oriente cubano accumula una serie di crolli.
In febbraio 2026, l'uscita di servizio delle centrali termoelettriche Felton e Renté ha scatenato un black-out massivo che ha colpito Holguín, Granma, Santiago di Cuba e Guantánamo.
Nello stesso mese, la disconnessione della sottostazione di Holguín da 220 kV ha lasciato l'intera regione orientale in una situazione di vulnerabilità permanente.
Il 16 marzo 2026, Cuba ha subito un blackout nazionale totale durato 29 ore e 29 minuti, e il 14 maggio il Sistema Elettroenergetico Nazionale è crollato di nuovo con un deficit record di 2.113 MW.
La radice del problema è strutturale: circa il 60% delle unità generatrici delle otto centrali termoelettriche del paese sono fuori servizio, e Cuba genera solo un terzo dell'elettricità di cui ha bisogno per soddisfare la domanda nazionale.
Anche se Granma dispone di quattro parchi solari, la loro generazione è intermittente e dipende da un segnale iniziale della rete per avviarsi, quindi non possono compensare il collasso della rete quando questa fallisce completamente.
La risposta delle autorità locali del Partito Comunista è stata ampiamente criticata: di fronte ai prolungati blackout, la prima segretaria del PCC a Granma, Yudelkis Ortiz, ha scelto di inviare cinema mobile alle comunità senza elettricità, una misura che gli stessi cubani hanno definito insufficiente e inadeguata.
Il governo cubano aveva avvertito nel dicembre 2025 che l'anno in corso sarebbe stato difficile a causa del deterioramento del sistema energetico, ma l'entità della crisi ha superato persino quelle cupe proiezioni: il paese ha accumulato almeno sette collassi totali del sistema negli ultimi 18 mesi.
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