Una cubana residente in Galizia ha sorpreso i suoi followers rivelando, in un video pubblicato su TikTok domenica scorsa, che ciò che desidera di più dell'isola non ha nulla a che vedere con i suoi paesaggi né con la sua gastronomia.
Liliana Shop, creatrice di contenuti cubana stabilita in Galizia, ha posto una domanda che molti emigrati si pongono in silenzio: cosa si desidera veramente quando si lascia indietro l'isola?
La sua risposta è stata diretta: «Non sono le spiagge, non è il clima, nemmeno il cibo. Ciò che mi manca di più sono i momenti di arrivare a casa di qualcuno senza avvisare, ascoltare musica in qualsiasi angolo, le conversazioni interminabili con la famiglia».
Quella spontaneità sociale, quell'abitudine di apparire a casa d'altri senza preavviso come segno di fiducia e intimità, è precisamente ciò che fa più male nella distanza.
Liliana lo riassume con una frase che tocca un nervo molto riconoscibile tra la diaspora: «Quando emigri scopri qualcosa di molto importante: i luoghi si avvertono, ma le persone si sentono molto di più».
Ma il video non si ferma alla nostalgia. La creatrice condivide anche una scoperta inaspettata nella sua nuova terra: l'usanza galiziana di «vamos tomando algo».
«Sentivo la gente dire andiamo a prendere qualcosa e pensavo che sarebbe stata una riunione veloce, ma passavano ore a chiacchierare senza fretta, senza guardare l'orologio ogni cinque minuti», racconta.
Ciò che inizialmente le sembrava sconcertante alla fine le è parso familiare, persino confortante: «Qui molte volte ciò che conta non è cosa prendi, ma con chi condividi quel momento».
Quella forma di comprendere il tempo libero lo rimandò immediatamente a Cuba, e in quel parallelo trovò qualcosa di prezioso: «In un mondo dove tutto va così veloce, quel modo di godere del tempo mi sembrò bellissimo e mi ricordò molto Cuba».
Il testimonianza di Liliana si collega a un modello che si ripete tra i cubani emigrati in Spagna. Una cubana ha confessato mercoledì scorso che «in Cuba era più felice», in riferimento all'ambiente affettivo che ha lasciato indietro, non alle condizioni materiali dell'isola.
La paradosso è ben conosciuto tra coloro che sono emigrati: la vita migliora economicamente all'estero, ma la memoria conserva con maggiore forza i legami umani, la musica per strada, gli incontri senza un orario fisso.
Un'altra cubana in Galizia ha raccontato all'inizio dell'anno di non riuscire ad adattarsi al clima, agli orari dei pasti né alla lingua gallega, sebbene riconoscesse anche somiglianze nell'ospitalità della regione.
La comunità cubana in Spagna contava circa 200.000 persone all'inizio del 2023, con almeno 27.000 nuovi registri di residenza registrati nel 2025, il che rende il paese una delle principali destinazioni per l'emigrazione cubana recente.
La Galizia, con la sua cultura dell'incontro sociale e la tradizione delle lunghe sobremesas, è diventata per molti un luogo in cui le radici cubane trovano, in modo inaspettato, un'eco familiare.
Come conclude Liliana: «Anche se i nostri paesi sono diversi, c'è qualcosa che condividiamo: ci piace conversare, ci piace ridere, ci piace stare circondati dalle persone che amiamo. E queste sono le cose che fanno sentire sempre più a casa».
Archiviato in: