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Marielys Pérez, la madre che per anni ha mobilitato migliaia di cubani per mantenere in vita sua figlia, ha pubblicato sui social un straziante messaggio di addio dopo la morte della piccola Ahitana, la bambina di Pinar del Río che soffriva della sindrome di Lennox-Gastaut e la cui storia ha toccato il cuore di tutta Cuba tra il 2024 e il 2026.
«Addio, mia piccolina del mio cuore, non puoi immaginare il dolore così intenso che hai lasciato nel mio cuore, non so come sarà questa vita senza di te, senza il tuo profumo, senza i tuoi occhietti verdi, senza sentire il monitor che bip!» scrisse Marielys nel suo profilo Facebook, dove per oltre due anni ha narrato ogni battaglia di sua figlia contro la malattia.
Il messaggio riassume l'assoluta dedizione di una madre che visse a lungo insieme a sua figlia all'interno del Hospital Pediátrico Pepe Portilla di Pinar del Río: «Ho fatto tutto per te, ho dato tutto per te, ho sempre pensato che saresti stata in questa vita più a lungo con me».
Marielys ha trovato conforto nella fede: «Nel luogo dove si troverà la tua anima accanto al nostro Dio, quel luogo è meraviglioso, lontano dal dolore, dalle spine e circondato da molti angeli».
E le chiese a sua figlia di aspettarla: «Aspettami sempre, perché quando il mio cammino qui finirà, sarò con te come lo sono sempre stata».
La storia di Ahitana ha cominciato a farsi pubblica nel 2023, quando la bambina è stata ricoverata in ospedale dopo aver subito gravi convulsioni sin dall'età di otto mesi.
Il caso è diventato ampiamente noto ad aprile 2024, quando la piccola non si svegliava da giorni e sua madre chiedeva disperatamente il anticonvulsivante Topiramato, un medicinale non disponibile nelle farmacie cubane.
Il 3 maggio 2024, Ahitana si è svegliata dopo 22 giorni di incoscienza, generando un'ondata di sollievo tra coloro che seguivano il caso.
Ma la malattia continuò ad avanzare: la bambina richiese tracheotomia, gastrostomia e ventilazione meccanica permanente, poiché oltre il 70% dei suoi neuroni smise di funzionare a causa del danno accumulato dalle convulsioni.
Nel corso di quei mesi, Marielys si è rivolta incessantemente ai social media per ottenere farmaci, attrezzature mediche e supporto economico.
Nel dicembre del 2024 ha venduto i suoi capelli per coprire le spese. Grazie alla solidarietà dei cubani dentro e fuori dall'isola, la famiglia è riuscita ad acquistare una casa vicino all'ospedale nel marzo del 2025.
Sin embargo, a giugno del 2025 avevano ancora bisogno di un sistema di energia solare per poter portare Ahitana in quella casa, poiché i frequenti blackout a Cuba mettevano a rischio il funzionamento del respiratore. Quel sogno non si è mai realizzato.
Dopo la morte della bambina, Marielys ha compiuto un gesto che ha commosso lo stesso ospedale: ha portato al Pepe Portilla tutte le scatole di medicinali, siringhe, pannolini e garze accumulate durante tre anni di cure, e le ha donate ad altri bambini ricoverati.
«Questo non lo necessita più mia figlia. Ma so che ci sono altri angeli qui che lo fanno. Che possa servire a loro ciò che a lei è servito per vivere con dignità», ha detto tra le lacrime, secondo quanto riportato dalla Direzione Provinciale della Salute di Pinar del Río in un post su Facebook intitolato «L'amore che si trasforma in speranza».
Marielys ha concluso il suo messaggio di addio con una richiesta tanto semplice quanto devastante: «Dammi molta forza».
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