Quello che è successo a questi pescatori cubani in mezzo al mare a Cuba

Un video di pesca a Cuba ha accumulato migliaia di visualizzazioni e riflette l'ingegno cubano nel pescare nonostante le restrizioni del regime sull'accesso al mare.



Pescatori a CubaFoto © @geynier / TikTok

Un video pubblicato su TikTok dal cubano Geynier Peña mostra una emozionante giornata di pesca sportiva a Cuba che ha accumulato più di 32.800 visualizzazioni in poche ore, diventando un ulteriore testimonianza dell'ingegno e della passione dei cubani per il mare, nonostante le severe restrizioni imposte dallo Stato sull'attività di pesca.

Il clip, pubblicato questo domenica, dura quasi quattro minuti e documenta la cattura di una «petaca» —il pesce striato dei Caraibi conosciuto scientificamente come Abudefduf saxatilis— da quello che sembra essere un'imbarcazione o una zattera improvvisata, con l'allegrezza caratteristica di chi pesca con i mezzi a disposizione.

«Buongiorno signori, finale acceso, incollato con qualcosa di buono. Tranquilli, senza disperazione, che io ero lì. Su l'acqua», si sente dire a Geynier Peña all'inizio del video, segnando il tono festivo e spontaneo della registrazione.

L'emozione cresce quando il pesce appare vicino all'imbarcazione: «Guardalo lì striato. Guardalo lì davanti a te, ce l'hai davanti a te. Senza fretta, piano, piano, piano», si sente nel video prima che la cattura si concreti tra grida di celebrazione.

«Guarda cosa ha preso il bambino. Guarda gli animali. Papà, guarda la faccina. Buona pescata. Fine», esclama Peña mostrando il pezzo alla telecamera, in una scena che riassume la gioia genuina di chi pratica la pesca ricreativa sull'isola.

Quella gioia contrasta con una paradosso che definisce la vita quotidiana a Cuba: il paese è un'isola circondata dal mare, ma i suoi cittadini non possono pescare liberamente.

La Legge sulla Pesca cubana e le sue risoluzioni complementari del 2020 proibiscono attrezzi come nasse, palangari, reti da posta, sbarramenti e chinchorros, e richiedono licenze per pescare in bacini d’acqua di interesse statale o in zone di alta significatività ambientale.

Lo Stato controlla rigorosamente chi può utilizzare imbarcazioni e accedere a zone marittime, il che limita severamente la pesca artigianale indipendente e costringe molti cubani a improvvisare con ciò che hanno.

Ese ingegno è stato documentato anche nell'aprile del 2026, quando un pescatore di Camagüey è diventato virale per aver realizzato pinne da sub artigianali con una garrafa da 20 litri e una stivaletto di gomma per entrare in mare con un secchio.

A quel video, diffuso dalla pagina Facebook «Pesca y più a Camagüey», ha superato le 138.000 visualizzazioni ed è stato ampiamente interpretato come simbolo dell'ingegno cubano di fronte alla scarsità di attrezzature.

Entrambi i casi fanno parte di un fenomeno crescente sui social media in cui i cubani documentano il loro rapporto quotidiano con il mare, trasformando ogni scatto in una piccola vittoria contro le limitazioni materiali e legali del sistema.

Alla fine del video, Geynier Peña riassume con semplicità lo spirito che anima questi pescatori: «Senti, fratello mio, benedizioni, lo sai, qui sono grato».

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Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.

Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.