L'OIEA esige che l'Iran riveli le sue riserve di uranio arricchito dopo la distruzione delle installazioni nucleari

La Junta dei Governatori dell'organismo nucleare dell'ONU ha approvato una risoluzione promossa dagli Stati Uniti che richiede a Teheran di dichiarare la destinazione delle sue scorte di uranio arricchito e di permettere nuove ispezioni internazionali.



Immagini aeree di Isfajan dopo i bombardamenti degli Stati Uniti.Foto © Instagram / @lavanguardia

Video correlati:

La Giunta dei Governatori dell'Organizzazione Internazionale per l'Energia Atomica (OIEA) ha approvato questo mercoledì una risoluzione che richiede all'Iran di riferire sulla posizione delle sue riserve di uranio arricchito e di consentire agli ispettori internazionali di verificare quel materiale, in una decisione che potrebbe complicare ulteriormente le tensioni tra Washington e Teheran.

La misura, sostenuta da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania, è stata approvata con 21 voti favorevoli, tre contrari e dieci astensioni durante una riunione a porte chiuse tenutasi a Vienna.

Según fonti diplomatiche citate da Reuters, Russia, Cina e Niger sono stati gli unici paesi a votare contro il testo.

La risoluzione arriva in un momento particolarmente delicato, poche ore dopo che gli Stati Uniti e l'Iran hanno scambiato attacchi militari dopo l'abbattimento di un elicottero Apache statunitense vicino allo stretto di Hormuz.

L'AIEA cerca di determinare cosa sia successo alle riserve di uranio arricchito che sono sopravvissute agli attacchi israeliani e statunitensi contro le strutture nucleari iraniane avvenuti lo scorso anno.

Sebbene diverse strutture di arricchimento siano state distrutte o abbiano subito gravi danni, funzionari internazionali ritengono che una parte importante del materiale nucleare prodotto in precedenza continui a esistere.

Entre quelle riserve figura uranio arricchito a livelli vicini a quelli necessari per la fabbricazione di armi nucleari, secondo valutazioni precedenti dell'organismo internazionale.

Fino ad ora, l'Iran non ha informato ufficialmente l'AIEA sul destino di quel materiale né ha permesso il ritorno degli ispettori nelle strutture bombardate per verificare il loro stato.

Washington ha guidato gli sforzi per approvare la risoluzione sostenendo che la comunità internazionale deve conoscere la posizione e le condizioni delle scorte di uranio arricchito dopo gli attacchi che hanno alterato significativamente l'infrastruttura nucleare iraniana.

Teheran ha reagito con fermezza alla decisione.

La missione iraniana presso l'AIEA ha qualificato la risoluzione come "politica" e "priva di professionalità", accusando gli Stati Uniti di utilizzare l'organismo internazionale per giustificare le proprie azioni militari.

"La risoluzione esprime ipocritamente supporto a una soluzione diplomatica mentre gli Stati Uniti continuano a commettere atti di aggressione", ha affermato la rappresentanza iraniana in un comunicato diffuso sulla rete sociale X.

Le autorità iraniane sostengono che l'organismo internazionale sta ignorando l'impatto degli attacchi statunitensi e israeliani contro strutture sotto supervisione internazionale e considerano che la nuova risoluzione miri a coprire tali operazioni militari.

La disputa minaccia inoltre di influenzare gli sforzi diplomatici per raggiungere un accordo più ampio tra Washington e Teheran riguardo al programma nucleare iraniano e alla sicurezza regionale.

Con il conflitto militare che si aggrava e il dibattito sul destino delle riserve nucleari ancora irrisolto, il confronto tra l'Iran e le potenze occidentali si arricchisce ora di un nuovo fronte in ambito diplomatico e internazionale.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.