“Quale lato del filo è lei?”: il murale dell'artista cileno sulla realtà di Cuba genera scalpore all'Avana

Il murale del cileno Rata Virus a L'Avana, che critica la tensione sociale a Cuba, ha intensificato il dibattito sulla frattura politica e sociale nell'isola, riflettendo la polarizzazione e la censura.



L'artista ha riconosciuto che diversi settori hanno interpretato il murales da posizioni politiche opposteFoto © Captura di video YouTube/agencia EFE

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Un murale realizzato in un quartiere dell'Avana dall'artista urbano cileno Sebastián E., conosciuto sui social come Rata Virus, ha suscitato polemiche per il suo contenuto politico e il suo ritratto della tensione sociale che vive Cuba.

La work shows the image of a faceless soldier wielding a machete alongside the phrase "Which side of the blade are you on?", and it was later intervened by third parties with graffiti and overlapping messages, which further amplified the debate, reported on Friday by the news agency EFE.

L'artista ha spiegato a quel mezzo di informazione che è viaggio a Cuba dopo aver promesso all'ex presidente uruguaiano José Mujica (1935-2025) che avrebbe ritratto la realtà sociale dell'isola, a cui ha anche dedicato un murale.

Rata Virus ha descritto con precisione ciò che ha percepito durante il suo soggiorno sull'isola. "A Cuba, la frattura si manifesta principalmente in una sensazione di tensione politica che si traduce in paura e incertezza. La gente non sa cosa succederà, tanto più quando aggiungi un piccolo condimento che è la censura".

L'artista è andato oltre nella sua interpretazione del potere a Cuba. "In generale, il popolo cubano è sul filo del machete, è nel mezzo e i potenti sono sul manico del machete, sono quelli che dirigono il filo. Quindi, credo che l'opera sia interessante perché ti fa riflettere sul fatto che da qualsiasi parte tu scelga, finirai sempre per tagliarti", ha affermato

Rata Virus ha riconosciuto che diversi settori hanno interpretato il murale da posizioni politiche opposte, il che conferma di per sé la polarizzazione che ha cercato di ritrarre con l'opera.

Il muralista ha riassunto la sua intenzione con una frase che sintetizza l'ambiguità deliberata della sua opera: "Non tutto può essere visto in bianco e nero".

Il murale arriva in un momento in cui Cuba sta attraversando una grave crisi economica ed energetica, segnata dalla scarsità di cibo, medicine e combustibili, oltre a frequenti blackout elettrici che affaticano la popolazione.

Le organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno documentato detenzioni arbitrarie, restrizioni alla libertà di espressione e repressione contro oppositori e manifestanti, specialmente dopo le proteste contro il governo dell'11 luglio 2021.

La obra si colloca inoltre in un contesto di crescente tensione tra Cile e Cuba. Il presidente cileno José Antonio Kast si è espresso il 1° giugno riguardo a una possibile intervento degli Stati Uniti nell'isola, affermando che "a Cuba non c'è democrazia" e che quel popolo "sta soffrendo a causa di una dittatura che dura da decenni".

Quella postura del mandatario cileno contrasta con settori della sinistra locale che mantengono una solidarietà storica con il regime di La Habana, una frattura interna che ha generato episodi di alta tensione in Cile.

Días fa, un tenso dibattito su Cuba nel programma cileno Sin Filtros si è concluso con insulti e minacce di denuncia penale tra i partecipanti.

In gennaio la Contraloría ha messo in discussione l'Università del Cile per aver ospitato un evento politico in omaggio alla rivoluzione cubana.

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