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Il non riunirà solo i migliori calciatori del pianeta: sarà anche il palcoscenico di storie familiari che attraversano confini, culture e nazionali, con fratelli che condivideranno lo spogliatoio e altri che potrebbero affrontarsi come rivali.
Il torneo, che inizia l'11 giugno in Messico, Stati Uniti e Canada, è la prima edizione con 48 selezioni e 104 partite, un formato che ha permesso la classificazione di squadre storicamente assenti e ha moltiplicato i legami tra il calcio europeo e quello caraibico.
Il caso più noto è quello di Iñaki e Nico Williams. Entrambi brillano nell'Athletic Club di Bilbao, ma hanno scelto maglie diverse: Iñaki rappresenta il Ghana e Nico la Spagna. La loro storia familiare è una delle più commoventi del torneo: i loro genitori, Félix Williams e María Arthuer, sono fuggiti dalla guerra in Liberia, hanno vissuto in un campo profughi vicino ad Accra e hanno attraversato il Sahara fino a raggiungere Melilla. La madre era incinta di Iñaki durante quel viaggio.
«Il mio sangue è africano, è ghanese», ha dichiarato Iñaki Williams riguardo alla sua identità, spiegando una decisione che ha preso nel luglio del 2022, approfittando di una finestra regolamentare della FIFA per cambiare nazionalità.
Una situazione simile la vivono Désiré e Guéla Doué, di famiglia di origine ivoriana cresciuta in Francia. Désiré, una delle grandi promesse del Paris Saint-Germain, gioca con la Francia, mentre Guéla, difensore dello Strasburgo, è stato convocato dalla Costa d'Avorio sotto la guida del selezionatore Emerse Faé.
«È come se fossimo gemelli», ha confessato Désiré in un'intervista recente, riflettendo sul legame che mantengono nonostante difendano selezioni diverse.
Un'altra storia curiosa è quella dei fratelli John e Harry Souttar, entrambi nati ad Aberdeen. John ha scelto la Scozia seguendo le radici paterne, mentre Harry ha optato per l'Australia, paese natale di sua madre, con la quale ha già partecipato al Mondiale di Qatar 2022.
Esiste anche il caso di Derrick Luckassen e Brian Brobbey, due calciatori nati ad Amsterdam che hanno intrapreso strade opposte: Luckassen ha finito per rappresentare il Ghana, mentre Brobbey è rimasto fedele ai Paesi Bassi sotto la guida di Ronald Koeman.
Non tutti i fratelli saranno separati da un confine. Lucas e Theo Hernández torneranno a far parte della nazionale francese: Lucas giocherà il suo terzo Mondiale e Theo il secondo insieme a suo fratello, consolidando una delle saghe più di successo del calcio francese recente.
Saranno presenti anche i gemelli Jurriën e Quinten Timber, cresciuti nel vivaio dell'Ajax e nati a Utrecht con ascendenze da Aruba e Curaçao, che porteranno avanti il sogno di conquistare il mondo con i Paesi Bassi.
Curazao, uno dei grandi debuttanti del torneo, potrà contare sui fratelli Juninho e Leandro Bacuna, nati nei Paesi Bassi ma con radici caraibiche, considerati l'anima della squadra grazie alla loro esperienza in Premier League. Il loro esordio mondiale è programmato per il 14 giugno contro la Germania a Houston.
Algo simile accade con Laros e Deroy Duarte, che guideranno Capo Verde nel Mondiale 2026. Entrambi hanno fatto parte delle giovanili dei Paesi Bassi e hanno condiviso lo spogliatoio allo Sparta di Rotterdam prima di diventare elementi chiave del storico progetto capoverdiano.
Il Mondiale 2026 sarà, al di là dei colori e degli inni, una celebrazione dei legami familiari: ci saranno intere famiglie che seguiranno il torneo con sentimenti contrastanti, perché poche storie sono così affascinanti come quelle che uniscono il sangue alla passione per il calcio.
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