Il ex prigioniero politico cubano Armando Valladares ha difeso questo venerdì la Costituzione del 1940 come l'unico quadro giuridico legittimo per la transizione democratica a Cuba, sottolineando che è la prima volta nella sua esperienza in esilio che osserva un consenso assoluto tra le organizzazioni più rappresentative della comunità cubana all'estero.
Il argomento centrale di Valladares, espresso in una intervista con Tania Costa per CiberCuba, è che quella costituzione non è mai stata formalmente abrogata: «È stata messa da parte dalla dittatura di Batista, ma è ancora lì e è in vigore».
Lo scorso 1° giugno, al Museo Americano della Diaspora Cubana di Miami, le organizzazioni più importanti e prestigiose dell'esilio hanno concordato, senza alcuna discrepanza, di adottare la Costituzione del 1940 come carta magna per il futuro di Cuba.
«È la prima volta che partecipo a una conferenza in cui erano presenti le rappresentanze più importanti dell'esilio, dove non c'è stata alcuna discrepanza», ha affermato Valladares.
L'ex prigioniero ha rifiutato con fermezza le costituzioni redatte da gruppi dell'esilio nelle proprie sedi: «Abbiamo membri dell'esilio che sono molto fantasiosi e hanno scritto le proprie costituzioni, ma ciò non ha alcun valore legale né storico. Ovviamente, tutto questo è già stato scartato, è già nel cestino della spazzatura».
Valladares ha spiegato il fondamento giuridico della sua posizione: «Una costituzione non può essere redatta in un ufficio. Una costituzione richiede un'assemblea costituente che deve essere prima convocata dal Congresso e poi portata a discussione e successivamente a votazione».
In tal senso, ha sottolineato che la Costituzione del 1940 «riunisce tutti i requisiti affinché possiamo già immediatamente utilizzarla» e ha chiarito che potrà essere discussa e emendata in futuro, ma sempre nell'ambito della legge.
Riguardo ai tentativi di imporre testi alternativi, è stato categorico: «Nessun gruppo dell'esilio può scrivere una costituzione e cercare di imporgliela. Questo è completamente inaccettabile. Nessuno accetterà una cosa del genere».
Il consenso è stato guidato dall'imprenditore cubano Héctor Lanz, che Valladares ha descritto come «questo nuovo leader che abbiamo in questo momento», sottolineando che «non è un politico, non ha mai partecipato a nessuna attività politica, non è stato commissario di sindaco né aspirante a nessuna carica politica».
Este dibattito si svolge nel contesto delle dichiarazioni del segretario di Stato Marco Rubio, che ha affermato che ci sono tecnocrati all'interno di Cuba pronti a partecipare a una transizione, confrontando lo scenario con le transizioni di Polonia e Repubblica Ceca.
La riunione del Museo della Diaspora Cubana ha visto la partecipazione di giuristi, ex prigionieri politici, accademici, imprenditori e leader civici, tra cui la sindaca Daniela Levine Cava e l'avvocato costituzionalista Marcel Felipe, come riportato dal Diario Las Américas.
Valladares ha concluso il suo discorso con una valutazione sul ruolo storico di Lanz: «Héctor Lanz si è consacrato con questo movimento e la costituzione del '40 è definitivamente il documento prossimo per il futuro di Cuba».
Archiviato in: