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Il presidente russo Vladímir Putin ha ammesso giovedì di aver avuto contatti con l'amministrazione statunitense riguardo a una possibile operazione militare a Cuba, simile a quella eseguita in Venezuela il 3 gennaio di quest'anno. La rivelazione è avvenuta durante un incontro con i rappresentanti delle principali agenzie di stampa mondiali, tra cui EFE, tenutosi nel Palazzo di Costantino, alla periferia di San Pietroburgo.
Di fronte a una domanda diretta sull'argomento, Putin ha risposto in modo conciso: «Ci sono stati contatti con l'Amministrazione americana riguardo a Cuba? ... Sì», senza fornire dettagli sul contenuto, l'entità né il risultato di quelle conversazioni con Washington.
Il contesto della dichiarazione è la cosiddetta Operazione Risoluzione Assoluta, eseguita dagli Stati Uniti il 3 gennaio 2026 in Venezuela, che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, trasferiti a New York per affrontare accuse di narcoterrorismo.
Tras questa operazione, l'amministrazione Trump ha utilizzato il precedente venezuelano come segnale di avvertimento verso Cuba. Washington ha nuovamente incluso l'isola nella sua lista di sponsor del terrorismo, ha applicato nuove sanzioni contro entità come GAESA e ha registrato almeno 25 voli di ricognizione vicino a Cuba tra febbraio e maggio di quest'anno, oltre a riposizionare due navi da guerra a nord dell'isola.
Rusia ha risposto a questa pressione rafforzando la sua alleanza con il regime cubano. A marzo, Mosca ha inviato un petroliera con 100.000 tonnellate di greggio a La Habana in risposta al blocco energetico imposto dagli Stati Uniti.
In parallelo alle dichiarazioni di Putin, il cancelliere russo Serguéi Lavrov ha fatto gli auguri mercoledì a Raúl Castro per il suo 95° compleanno, ribadendo il sostegno di Mosca. «Nel contesto della pressione esterna senza precedenti a cui è sottopopolato il popolo cubano, esprimiamo ancora una volta la nostra ferma solidarietà e supporto», ha indicato Lavrov in una nota ufficiale.
Il cancelliere russo ha descritto l'ex dittatore cubano come «un esempio di servizio disinteressato alla patria, al suo popolo e agli ideali della Rivoluzione Cubana» e ha affermato che «per milioni di persone in tutto il mondo è un simbolo di stoicismo, coraggio, patriottismo e volontà incrollabile».
In maggio, Trump ha escluso di applicare a Cuba la formula Venezuela, anche se la pressione su L'Avana non è cessata. Il Centro di Studi Strategici e Internazionali (CSIS) ha pubblicato oggi un'analisi con cinque scenari di utilizzo della forza militare a Cuba, il che riflette che il dibattito sul futuro dell'isola rimane aperto nei circoli della politica estera americana.
Le dichiarazioni di Putin si inquadrano nel Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF 2026), scenario che la Russia utilizza per proiettare la propria immagine di potenza alternativa all'ordine occidentale e presentare Cuba e Venezuela come partner strategici. La conferma che Mosca e Washington hanno colloquiato su Cuba —sebbene senza rivelare dettagli— colloca l'isola al centro di una tensione geopolitica di primo ordine tra le due grandi potenze.
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